Ictus: intervento FAST riduce le conseguenze

L’ictus è la seconda causa principale di morte e la principale causa della disabilità a lungo termine a livello mondiale. Ogni anno, 17 milioni di persone sono colpite da ictus e 6,5 milioni non sopravvivono all’attacco. L’ictus può colpire persone di ogni età: durante il corso della propria vita, una persona su sei è colpita da ictus.

Nonostante nessuno possa prevedere il momento in cui si manifesterà, vi sono alcuni segni comuni che indicano che una persona sta avendo un ictus. Tali segni sono quattro e sono noti con l’acronimo “FAST“, ovvero Face, Arms, Speech, Time (viso, braccia, linguaggio e tempo). Face indica un emivolto cadente o la linea della bocca irregolare. Arm indica che le braccia, se sollevate, appaiono ineguali: la persona potrebbe non essere in grado di tenere sollevate entrambe le braccia alla stessa altezza. Speech indica che la persona potrebbe parlare in maniera disarticolata o avere difficoltà a pronunciare comandi comprensibili o di senso compiuto. Se una persona manifesta uno dei questi segni, bisogna chiamare immediatamente i servizi di emergenza.

Diffusione delle informazioni

La World Stroke Organization (WSO) (Organizzazione mondiale dell’ictus) ha dato il via alla Giornata mondiale dell’ictus, un evento annuale che mira ad accrescere la consapevolezza in merito alla prevenzione e al trattamento dell’ictus all’interno della community. A supporto di questa missione, Stryker auspica che i segni dell’ictus diventino sintomi inequivocabili e, a questo scopo, sta diffondendo le informazioni rilevanti attraverso la campagna “Some signs save lives” (“I segni che salvano la vita”), destinata ad un’ampia parte della community internazionale online.

L’ictus è una condizione grave che richiede il trasporto immediato in ospedale se infatti l’intervento dei sanitari non è repentino le conseguenze possono essere gravi: basti pensare che in Italia l’ictus è la terza causa di morte dopo le malattie cardiovascolari e i tumori e ogni anno ci sono circa 200.000 nuovi casi. E’ molto importante quindi che la persona e i familiari sappiano riconoscere i primi sintomi così da non esitare a chiamare i soccorsi. Con questa guida si vuole aiutare il cittadino a prendere consapevolezza dell’importanza dell’ictus e della sua conoscenza e in particolare si risponderà ai seguenti quesiti:

Che cos’è un ictus?
L’ictus (dal latino significa “colpo”) è un disturbo improvviso della circolazione cerebrale che si verifica quando l’afflusso di sangue diretto al cervello si interrompe improvvisamente per la chiusura o la rottura di un’arteria. In entrambi i casi viene impedito il trasporto di ossigeno alle cellule nervose che quindi vanno in sofferenza. Si parla di infarto cerebrale o “ictus ischemico” quando la causa è la chiusura dell’arteria, mentre si parla di emorragia cerebrale o “ictus emorragico” quando la causa è la rottura del vaso sanguigno.

  • Quali sono i sintomi?
    L’ictus compare con sintomi specifici che di solito si manifestano improvvisamente e che non devono essere trascurati perché prima si porta la persona colpita in Pronto soccorso e minore è il rischio di morte e di disabilità successiva. I sintomi principali che devono mettere in allerta sono cinque:
    1. la comparsa su un lato del corpo di un improvviso intorpidimento o debolezza a livello del viso, del braccio o della gamba;
    2. la persona appare confusa, fa fatica a parlare e a capire quanto accade o si dice;
    3. problemi alla vista, si può avere una improvvisa difficoltà visiva anche solo a uno dei due occhi;
    4. problemi di coordinamento, di equilibrio, con grave difficoltà a camminare e senso di vertigine;
    5. mal di testa forte e fulmineo senza una causa nota.
  • Quali sono i fattori di rischio?
    L’età è il maggiore fattore di rischio per l’ictus, in particolare l’incidenza aumenta a partire dai 55 anni e raddoppia per ogni decade: la maggior parte degli ictus si verifica comunque in persono oltre i 65 anni d’età. Inoltre i maschi hanno un rischio più alto e sembra che avere familiari che abbiano avuto un ictus aumenti la probabilità di averne uno. Ci sono inoltre fattori di rischio cosiddetti modificabili in quanto possono essere corretti con cambiamenti dello stile di vita oppure attraverso una terapia medica adeguata. I principali fattori di rischio modificabili sono:
    – l’ipertensione arteriosa;
    – alcune malattie del cuore e in particolare la fibrillazione atriale;
    – il diabete mellito;
    – il fumo di sigaretta;
    – l’eccessivo consumo di alcol;
    – praticare poca attività fisica;
    – la dieta.

Dopo un ictus la riabilitazione è necessaria per recuperare per esempio la mobilità di un arto o la capacità di parlare. Per ottenere buoni risultati è importante iniziarla appena possibile e deve continuare finchè ci sono miglioramenti misurabili. La riabilitazione può riguardare gli aspetti di alterazione del movimento dovuti all’ictus, ma anche gli aspetti che riguardano le funzioni cognitive, in particolare l’attenzione e i disturbi del linguaggio. A seconda delle condizioni della persona la riabilitazione può essere effettuata durante il ricovero o in ambulatorio.

  • Il programma deve essere personalizzato e adeguato alle esigenze del singolo. In particolare:
    – in caso di disturbi della deglutizione, del linguaggio o delle funzioni mentali superiori è consigliabile una terapia mirata (logopedia, riabilitazione neuro-psicologica);
    – in caso di disturbi della motilità sono consigliate la fisioterapia ed, eventualmente, la terapia occupazionale.
    La durata della riabilitazione varia in funzione delle caratteristiche personali e della gravità dell’ictus. Dopo un anno è comunque possibile che rimanga la necessità di sedute di riabilitazione per evitare che si perdano i miglioramenti ottenuti. In ogni caso la riabilitazione è un percorso faticoso per il malato e richiede una grande collaborazione da parte dei familiari.
  • Tutti dovrebbero imparare ad avere stili di vita sani, così da ridurre il rischio di ictus. In particolare bisognerebbe:
    – mantenere un peso corporeo nella norma con indice di massa corporea compreso tra 18,5 e 24,9 (per Indice di massa corporea si intende il rapporto tra il peso espresso in Kg e il quadrato dell’altezza espressa in cm);
    – praticare un’attività fisica regolare;
    – limitare l’apporto di grassi e di sale nella dieta;
    – consumare il pesce almeno due volte la settimana;
    – limitare l’assunzione di alcol a non più di 2 bicchieri di vino al giorno per l’uomo e a un bicchiere per la donna;
    – evitare di fumare o smettere se si è iniziato.

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