Ilva, 4 mila esuberi: sindacati in rivolta

Ilva, gli esuberi saranno 4.000 circa. Il grande impianto di raffinazione di Taranto, già al centro di complesse questioni giudiziarie e di gestione per l’impatto sull’ambiente, annuncia che con la nuova contrattazione ci sarà posto per 9.930 dei 14 mila dipendenti attuali. Non solo, le nuove assunzioni verranno fatte secondo i dettami del Jobs Act, dunque niente tutele dell’articolo 18, via gli scatti di anzianità e gli integrativi aziendali. Misure che le sigle sindacali hanno subito bollato come “macelleria sociale”, proclamando 24 ore di sciopero a Taranto e 8 a Genova. L’agitazione è fissata per lunedì 9 ottobre, proprio in occasione dell’incontro tra le parti al ministero dello Sviluppo Economico.

FIOM ILVA Taranto – Riteniamo inaccettabile le ricadute in termini occupazionali e ambientali previste dalla nota di apertura e dalla nuova AIA di Am – Investco e dal Governo, per l’acquisizione del gruppo Ilva. FIM – FIOM – UILM – USB manifestano la totale contrarietà alle pesanti condizioni poste da Am-Investco nel processo di cessione degli asset di Ilva che di fatto vede vanificare le garanzie fatte ai precedenti tavoli in termini di salario e occupazione sia per i lavoratori diretti che per l’indotto.

Non siamo e non saremo disponibili a trattare o scambiare occupazione, ambiente e salario, se non in meglio, per una popolazione che ha pagato e continua a pagare a caro prezzo le conseguenze ed il peso di questa vicenda senza nessuna colpa. Respingiamo con forza i criteri posti a fondamento delle strategie di Am-Investco, i numeri degli esuberi dichiarati e i rispettivi dettagli da discutere nella convocazione prevista per lunedì 9 ottobre a Roma.

Governo e Am Investco sappiano che, per quanto ci riguarda, l’avvio della procedura come strutturata è irricevibile e pertanto, se non totalmente riconsiderata la comunicazione, vedrà di fatto conclusa la discussione negoziale del tavolo di incontro ministeriale convocato per lunedì prossimo. Pertanto è stato convocato con urgenza alle ore 17.00 il Consiglio di fabbrica Ilva per decidere le iniziative e mobilitazioni generali in ambito territoriale e nazionale dei lavoratori Ilva Taranto per respingere con forza i contenuti della procedura.

Occorre un segnale forte del territorio, a tutti i livelli, poiché Ilva non resti un “problema” dei soli lavoratori e delle loro famiglie, ma di tutta la collettività ionica e dell’intero Mezzogiorno. Ora o mai più è necessario il fronte comune dei lavoratori e dell’intero territorio.

Landini: “Progetto industriale non regge se si riducono i diritti” 

“Non si può pensare che un progetto industriale regga se si riducono i diritti delle persone che vi lavorano e non si garantisce l’occupazione per tutti”. E’ la precisazione di Maurizio Landini dopo la lettera di Am InvestCo che prospetta 4 mila esuberi all’Ilva. “Bisogna ripristinare le condizioni per poter avviare una trattativa vera – aggiunge -. Lo stesso governo deve assumersi le sue responsabilità. Noi sosteniamo la decisione e il giudizio che le Rsu unitariamente hanno assunto. Quella lettera non è la base per poter avviare la trattativa. Va rivisto il tutto nel modo più assoluto”.

“La riduzione dell’occupazione negli stabilimenti Ilva è inaccettabile ed è insostenibile, innanzitutto dal punto di vista sociale e, inoltre, dal punto di vista economico”, afferma il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo. “Noi vogliamo dare continuità alla produzione in un contesto in cui si salvaguardino tutti gli addetti e si pongano le premesse per il risanamento ambientale. Tutti i soggetti coinvolti, dunque, rispettino i patti: noi non siamo disponibili a fare sconti”, aggiunge il leader della Uil.

“Se si continua nelle logiche di ridimensionamento delle nostre attività produttive strategiche, il Paese non ha una prospettiva di crescita e la cosiddetta ripresa economica e occupazionale diventa solo una chiacchiera”, avverte inoltre il segretario generale della Uil.

Lunedì sciopero a Taranto 

Lunedì alle 7 partirà lo sciopero di 24 ore dei lavoratori dello stabilimento di Taranto e dell’indotto. Lo ha confermato il segretario generale della Uilm di Taranto Antonio Talò durante una conferenza stampa sulla vertenza Ilva. Ci attrezzeremo per fare dei presidi permanenti e martedì mattina – ha detto -, come sanno le Rsu e i lavoratori, rifaremo un Consiglio di fabbrica e lì decideremo, sulla scorta di quanto succederà lunedì, che cosa fare in termini di manifestazioni o mobilitazioni. Sappiano che noi non rimarremo con le mani in mano”.

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