In scadenza 14 brevetti, farmaci low cost pronti a invadere il mercato

Sono 14 i brevetti di farmaci in scadenza entro l’anno, con un mercato complessivo di oltre un miliardo di euro. Questo, secondo i dati dell’Associazione nazionale delle industrie dei farmaci generici (Assogenerici), potrebbe portare sul mercato farmaci equivalenti in grado di dimezzare la spesa per questi prodotti. Allo stesso tempo, ed è la stessa associazione dei farmaci generici a renderlo noto, oltre una gara su 4 per le forniture dei farmaci in ospedale va deserta, per colpa dei prezzi troppo bassi, che impediscono alle aziende di concorrere.

Tra i primi brevetti a scadere vi è quello del famoso Cialis, farmaco di fascia C particolarmente noto tra i pazienti che soffrono di disfunzione erettile. La molecola presente nel medicinale risulta essere oggi quella più “gettonata” dagli italiani che spendono ogni anno 146 milioni di euro. Nel nostro Paese se ne vendono circa 1,7 milioni di confezioni, ma con la riduzione dei prezzi è auspicabile un impennata delle vendite.

Ma a perdere l’esclusività del proprio settore di riferimento saranno anche anti ipertensivi e anti colesterolo, farmaci contro l’osteoartrosi e l’ipertrofia prostatica benigna, e altri prodotti costosissimi normalmente dispensati in ospedale. Medicinali “preziosi”, di fascia A che generano un giro d’affari di oltre 1 miliardo di euro, quasi completamente a carico del servizio sanitario nazionale. Grazie all’ingresso del generico i prezzi subiranno un vero e proprio crollo che gli esperi stimano possa sfiorare il 60 per cento.

I farmaci “fuori brevetto”, dovrebbero essere indice di risparmio per il Ssn sono presenti negli scafali degli ospedali in percentuale nettamente inferiore rispetto a quelli “sotto brevetto”, in sostanza, a quelli “costosi”. Da una analisi effettuata da Assogenerici, sulla segmentazione del mercato emerge che ben il 39,8% dei consumi dei farmaci di Classe A e H, ovvero, quelli garantiti gratuitamente dal servizio sanitario e quelli forniti solo negli ospedali, sono quelli “sotto brevetto”.

Le conseguenze sul mercato

Ma questo cosa comporta? “L’ente appaltante che sia la Asl o un ospedale, davanti alle gare deserte, tratta direttamente con le aziende produttrici con un unico risultato finale: paga molto di più gli stessi farmaci”, precisa il Presidente di Assogenerici. Insomma, un “gioco” al ribasso che sulla carta tende a far risparmiare lo Stato ma che nella realtà lo costringe a spendere molto di più.

Al danno, poi, si aggiunge la beffa: la crisi sempre più forte di un intero comparto industriale, quello delle aziende produttrici di farmaci generici, che fattura ogni anno oltre 3 miliardi di euro, dà lavoro ad oltre 10 mila persone e investe mediamente 100 milioni di euro in nuove strutture produttive.

“È indispensabile convocare urgentemente un incontro tra i produttori di farmaci generici, i vertici Aifa e Ministero della Salute per rivalutare tutte le decisioni in termini di policy che impattano sul tessuto industriale e produttivo – conclude Hausermann – in quanto le condizioni attuali sono proibitive per le imprese che rischiano di non riuscire più a garantire l’eccellenza del servizio offerto, fino ad oggi, al Servizio sanitario nazionale”.

Tra le richieste del comparto, la riapertura automatica delle gare d’appalto in caso di scadenze brevettuali in itinere, eliminazione del payback ospedaliero almeno per le aziende che competono nel segmento fuori brevetto e lo snellimento delle procedure di gara con l’introduzione di elementi qualitativi per gare economicamente vantaggiose.

Brevetti in scadenza

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