La sigaretta elettronica fa male?

Gli italiani non accennano a perdere il vizio del fumo. Sono 11,5 milioni gli italiani dipendenti dalle “bionde”, circa il 22% della popolazione, rispetto ai 10,9 milioni (il 20,8%) del 2015. Il 65% ha provato a smettere senza riuscirci, ma solo lo 0,1% si rivolge ai centri antifumo.

La questione sui potenziali rischi e benefici dalle e-cig e dalle nuove sigarette ‘che non bruciano’ è molto dibattuta nel mondo scientifico, diviso tra chi propugna una ‘riduzione del danno’ e chi invece teme che molti giovani che non avrebbero fumato potrebbero iniziare grazie a questo dispositivo. I ricercatori hanno elaborato una serie di variabili, compreso il potenziale danno per la salute dalle e-cig e la quantità di giovani che inizierebbero a fumare dopo aver cominciato con la versione elettronica.

Dall’analisi sono emersi due scenari, uno ‘ottimistico’, che appunto vede 6,6 milioni di vite salvate, e uno pessimistico, che comunque vede un allungamento della vita per 1,6 milioni di fumatori. “Oltre a questo – aggiunge David Levy, uno degli autori -, ci sarebbe un grande beneficio per la salute, compresa la riduzione delle disabilità per i fumatori e una minore esposizione al fumo passivo. Anche l’analisi più pessimista mostra un guadagno significativo se la nicotina viene ottenuta dal ‘vaping’ invece che dal fumo di sigaretta molto più tossico”.

Diversi studi hanno segnalato nel vapore prodotto dalle sigarette elettroniche la presenza di sostanze potenzialmente dannose. Il glicole propilenico è usato da tempo, per esempio nei fumogeni impiegati nell’industria del cinema e nei concerti pop, ed è considerato generalmente sicuro, anche se alcuni studi indicano che l’inalazione prolungata può dare origine a irritazione delle vie aeree, tosse e in casi molto rari asma e riniti. Fra l’altro il riscaldamento del glicole propilenico e della glicerina può produrre formaldeide e acetaldeide, entrambi potenziali cancerogeni, anche se le quantità associate al consumo di e-cig appaiono modeste.

Anche sulla completa sicurezza delle sostanze usate per aromatizzare l’aerosol mancano certezze. Per esempio il diacetile, un aroma molto utilizzato fra l’altro nel burro, è sicuro quando viene ingerito, ma è associato all’insorgenza di bronchiolite obliterante se viene inalato per lunghi periodi in alte concentrazioni.

Secondo uno studio pubblicato nell’aprile del 2017 su una rivista della Società americana di fisiologia  sono circa 7.000 i diversi composti aromatizzanti contenuti nelle sigarette elettroniche in vendita negli Stati Uniti, con caratteristiche biochimiche molto variabili. Alla luce dei test preliminari effettuati, i ricercatori concludono che questi composti “dovrebbero essere esaminati uno a uno in maniera approfondita per determinare la potenziale tossicità nel polmone o altrove”. Tra i possibili pericoli associati all’uso delle sigarette elettroniche non va dimenticato quello legato all’intossicazione per contatto accidentale con il liquido a base di nicotina contenuto nelle cartucce, possibile se la sigaretta elettronica viene usata quando si è sdraiati. Negli ultimi anni sono aumentate moltissimo anche le segnalazioni ai centri antiveleni relative all’intossicazione di bambini piccoli, che secondo uno studio pubblicato su Pediatrics nel 2016 , sono passate negli Stati Uniti da una al mese nel 2010 a 223 al mese nel 2015.

 
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