Raccolta sangue in Campania è bufera sulla gestione

Questa sera, domenica 8 ottobre, in prima serata su Italia 1, a “Le Iene Show” inchiesta di Ismaele La Vardera sulla gestione della raccolta del sangue in Campania.

In Italia il sangue non si compra ma si dona gratuitamente: sia i volontari che i donatori non ricevono denaro. AVIS, Associazione Volontari Italiani del Sangue, si occupa di garantire un’adeguata disponibilità di sangue e dei suoi emocomponenti e, per farlo, ha messo in piedi punti di raccolta fissi in ogni regione. Perché in Campania ce ne sono solo 9 a fronte delle centinaia presenti in altre regioni?

Ai microfoni della Iena, Leonardo De Rosa, ex presidente di AVIS Campania, risponde: Ce ne sono solo 9 perché c’è stato un problema apparentemente esclusivamente burocratico. […] La Sicilia, il Lazio, la Calabria, la Lombardia hanno centinaia di unità di raccolta. In Campania siamo ancora agli ultimi posti. Siamo costretti in qualche caso a importare sangue dalle altre regioni. […] In Campania siamo ancora costretti a utilizzare molto le autoemoteche(ndr, camper attrezzati per la donazione di sangue).

In Campania, però, esistono già dei punti fissi AVIS pronti per essere aperti, che vengono documentati dalle immagini della Iena. Su questa situazione, il senatore Franco Cardiello ha presentato due interrogazioni parlamentari. Cardiello: Ho chiesto un’ispezione al Ministro della Salute affinché accerti nella regione Campania per quale motivo non vengono date le autorizzazioni ai centri AVIS.

Raffaele Pecora è l’attuale presidente regionale dell’AVIS Campania. I suoi due figli Pasquale e Luca sono rispettivamente vicepresidente nazionale dell’AVIS e presidente dell’AVIS di Ercolano. Inoltre, Nicola D’Alessio, il cognato di Pasquale Pecora, è presidente dell’AVIS di Casoria. A questa famiglia fanno capo l’AVIS Napoli 3, Napoli 5  e Avellino.

In merito all’attività della famiglia Pecora, Le Iene si recano in una delle autoemoteche dell’AVIS regionale Campania – di cui Raffaele Pecora è presidente – situata davanti alla stazione centrale di Napoli, e documentano come non verrebbero rispettati alcuni dei requisiti richiesti per legge. Le immagini mostrano come la donazione verrebbe consentita ad un ragazzo che dichiara di aver fatto un tatuaggio tre mesi prima, nonostante la legge dica che ne devono passare 4 di mesi. E ancora, a un altro giovane verrebbe permesso il prelievo di sangue, nonostante non abbia con sé il documento d’identità.

La Iena intervista, allora, Pasquale Pecora, vicepresidente nazionale dell’AVIS. Iena: Lei sa quali sono le condizioni minime perché un donatore possa donare il sangue? Pasquale Pecora: L’età, il peso, l’altezza. Iena: Ci sono delle restrizioni particolari? Pasquale Pecora: Ci sono delle restrizioni che fa la visita del medico: antibiotici, farmaci ipertensivi, ce ne sono diversi… Iena: Gente che si fa una canna…?

Pasquale Pecora: No no, assolutamente, non può donare. Iena: È necessario anche chiedere la carta d’identità? Pasquale Pecora: È necessario il riconoscimento. Ismaele La Vardera gli mostra, quindi, le immagini riprese nell’autoemoteca sita nei pressi della stazione centrale di Napoli, con le presunte irregolarità.

La Iena accompagna Pasquale Pecora al Consiglio Nazionale e gli chiede se non sarebbe giusto dimettersi. Iena: Sei deciso a fare questo gesto? Pasquale Pecora: Ma guarda… sinceramente… Penso di sì. L’Associazione è la cosa più importante. […] Parlerò col Presidente della situazione specifica che mi riguarda e delle possibilità delle mie dimissioni. Iena: Quindi gli dirai che ti vuoi dimettere. Pasquale Pecora: Sì.

Infine, per approfondire le ragioni per le quali alcuni punti fissi in Campania non siano funzionanti, Ismaele La Vardera intervista Nicola Scarpato, direttore del Centro Regionale Sangue Campania. Iena: Il Centro Regionale Sangue dà pareri per aprire i punti fissi? Scarpato: Sì, dà pareri. Iena: Quanti pareri avete dato di accreditamento per quest’anno? Scarpato: Eh ne abbiamo dati… Non è che siamo noi che creiamo i punti fissi, se non li creano i punti fissi…noi non li possiamo accreditare.

Iena: Ma li hanno creati… Noi siamo stati nelle sedi di Bellona, Carinaro, San Felice a Cancello, Giungano…questi sono fermi da due anni con apparecchiature pronte e lasciate lì parcheggiate. Scarpato: I punti fissi sono fermi da due anni perché c’è stato tutto un problema con i dipartimenti di prevenzione. Iena: Alla Regione chi dovrebbe essere quello che sa di più di questa questione? Scarpato: Veda in Sanità e veda chi le risponde.

Iena: E chi è attualmente l’assessore alla Sanità in Campania? Scarpato: Attualmente non c’è l’assessore alla Sanità in Campania, è il Presidente De Luca (ndr, il Presidente dal 2015 non ha mai assegnato la carica di Assessore alla Sanità in Regione tenendo per sé la delega; qualche mese fa, inoltre, il Governatore è stato designato Commissario alla Sanità dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin). La Iena prova, quindi, a intervistare Vincenzo De Luca, che però preferisce non rispondere.

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