Smartphone, l’ansia da batteria scarica colpisce il 50% degli italiani

L’ansia da batteria scarica colpisce quando, nel bel mezzo della giornata, la batteria dello smartphone si avvicina pericolosamente al segno del 20%.

L”ansia da ricarica’ è “una vera e proprio forma patologica che colpisce il 50% degli italiani dipendenti da smartphone. Alzi la mano chi non ha mai sofferto di questo nuovo sintomo che gli psicologi stanno catalogando con una sua caratteristica specifica. Non solo l’ansia da ricarica provoca effetti psico-fisici ma anche ricadute sul risparmio energetico (e quindi sulle nostre tasche)”. E’ quanto afferma Paolo Abati, direttore generale di Estra SpA, multiutility toscana del settore energia: “Tutti noi, soprattutto i più giovani, viviamo con gli smartphone sempre in mano, per qualsiasi attività, dal lavoro alla ricerca su internet nei momenti di pausa”.

“Questo – osserva – genera un costante terrore di rimanere con la batteria scarica, ma sarebbe buona abitudine cercare di fare scaricare il più possibile la batteria del cellulare e poterla ricaricare soltanto una/due volte al giorno, quando ce n’è veramente la necessità, in modo da avere così un doppio effetto: da un lato, un risparmio di energia, perché se tutti adottassimo buone pratiche avremmo anche dei risparmi significativi; dall’altro – conclude Abati – faremmo durare di più le batterie dei nostri apparecchi, che sarebbero meno ‘stressate’ dalle continue ricariche”.

Secondo l’Associazione “Donne e qualità della vita”, il team di psicologi guidato dalla dottoressa Serenella Salomoni di Padova, che ha curato questa ricerca in collaborazione con Estra, i sintomi più frequenti di quest”ansia da ricarica’ sono: palpitazioni e sudorazione eccessiva (28%); insonnia e preoccupazione (24%); incubi notturni (19%); nervosismo e forte irascibilità (16%); mal di testa e disorientamento (13%); altri sintomi (11%).

I più coinvolti da questa nuova sindrome sono i single (26%), seguiti dai giovani tra i 16 e i 35 anni (24%), sempre online soprattutto sui social e whatsapp. Terzo posto per le donne dai 35 ai 65 anni (18%) che precedono gli uomini nella stessa fascia d’età (16%), tallonati dagli anziani (15%) che, nonostante l’età più avanzata, vogliono avere il cellulare sempre pronto per qualsiasi evenienza e bisogno, quindi sempre ben carico.

La ricerca ha identificato anche quali sono gli apparati che creano più ansia: al primo posto, naturalmente, gli smartphone (39%), ormai veri e propri oggetti inseparabili della vita di chiunque; in seconda posizione troviamo l’iPad o i tablet, col 30% delle preferenze, di cui una buona parte sono genitori che li usano come passatempo per far star buoni i figli; terza piazza per il pc portatile (26%), strumento di lavoro importante e indispensabile; seguono gli iPod o lettori mp3 (21%), sempre gettonati per chi vuole ascoltare la musica nel traffico cittadino senza rubare energia al proprio cellulare; chiudono questa speciale top five gli ebook reader, ovvero i lettori di libri digitali (16%), compagni inseparabili di tante persone durante i trasferimenti in treno o sulle metro.

Come per tutte le situazioni che mettono in allarme l’essere umano, la notte è il momento della giornata che più sfoga queste paure: nel 41% dei casi sono proprio le ore nelle quali si dovrebbe dormire quelle che maggiormente favoriscono il diffondersi di queste ansie, che portano chi ne soffre a cercare disperatamente un carica-batterie anche nelle ore più impensate.

Segue la mattina (32%), ultimo momento disponibile per alimentare il proprio cellulare prima di iniziare la giornata. Chi è all’ultima spiaggia, sfrutta l’ufficio o il posto di lavoro per rimediare (21%) mentre pendolari o viaggiatori per lavoro cercano un attacco elettrico nel mezzo di trasporto (17%), soprattutto sui treni, dove ormai le care e ambite prese sono sempre più presenti. Altri tipi di situazioni, come l’attacco della macchina o l’affidarsi a una batteria esterna, raccolgono l’11% delle preferenze. Infine, una persona su tre ha avuto una discussione con il partner o con una persona cara per una telefonata rifiutata o un messaggio senza risposta perché lo smartphone era scarico.

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