Tetano a Torino, sarebbero 27 mila i bambini non in regola, 5 mila mai vaccinati

Torino, sarebbero 27 mila i bambini non in regola, di cui 5 mila mai vaccinati. Il Dipartimento di Prevenzione dell’ Asl Città di Torino, come da procedura per gli inadempienti, ha spedito una lettera ai genitori, convocandoli il 25 ottobre. Resta da stabilire se decideranno di presentarsi o meno.

Se prima del decreto Lorenzin , chi decideva di non sottoporre il proprio figlio ai vaccini doveva firmare un rifiuto informato, oggi incorre in una sanzione. L’ esperto – Giovanni Maga, direttore del laboratorio di Virologia Molecolare al Cnr di Pavia, sottolinea: “Il vaccino antitetanico ha reso i casi di tetano estremamente rari nella popolazione infantile, 2 casi in dieci anni nei bambini sotto i 4 anni. In media si riportano 4-5 casi all’anno nella popolazione adulta o anziana, nata cioe’ prima delle vaccinazioni obbligatorie”.

Ma cos’ è il tetano ?

“E’ una malattia infettiva non trasmissibile da persona a persona. L’ agente patogeno è un batterio che vive nel terreno ed è presente negli escrementi di molti mammiferi erbivori: il Clostridium tetani. Una volta introdottosi nell’ organismo, di solito per una ferita prodotta da oggetti sporchi (chiodi, vetri, legni acuminati) o che viene a contatto con terreno, il batterio si moltiplica rilasciando la tossina tetanica, una piccola proteina che si lega ai neuroni, distruggendo la loro capacità di trasmettere gli impulsi nervosi: in pratica causa un cortocircuito del sistema nervoso centrale con conseguenze gravissime tra cui spasmi muscolari dolorosi e blocco della respirazione. Se non trattata, la mortalità dell’ infezione è elevatissima tra il 30 e il 50 per cento”.

La vaccinazione è obbligatoria (sin dal 1968) dal primo anno di nascita – i bambini sono più soggetti a cadute e tagli) e conferisce “protezione per 5 anni, dopodiché si ripete un richiamo a 6 e 12 anni. E’ facoltativo poi fare un richiamo ogni 10 anni per mantenere l’ immunità”. “Le vaccinazioni sono un atto di responsabilità verso figli e comunità. L’ obbligo deriva dalla necessità di difesa della salute, a partire dei più deboli. Si possono avere opinioni contrastanti su tanti temi, su questo no, spiega l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Antonio Saitta”.

E questa vicenda ribadisce “la necessità assoluta di procedere con le vaccinazioni”. Insomma, “le opinioni in contrasto con le evidenze scientifiche e con la tutela della comunità e rischiano di essere egoistiche. Chi ha dei dubbi sulle vaccinazioni ascolti soltanto il pediatra, il medico di famiglia e gli addetti ai servizi vaccinali”, è l’ appello.

Il Codacons – “Sì ai vaccini, no alle imposizioni che limitano la libertà dei genitori e quella dei medici”, scandisce da parte sua il Codacons, che lancia anche in Piemonte un ricorso collettivo contro il decreto Lorenzin sulle vaccinazioni, al quale è possibile aderire fino al prossimo 30 ottobre.

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