Tumore al seno, la prevenzione passa attraverso lo stile di vita

Complice una crescente attenzione alla prevenzione, negli ultimi 20 anni le diagnosi precoci di tumore della mammella sono aumentate. Di per se questa è già una buona notizia, ma non basta. Perché alle donne colpire dal cancro al seno bisogna dare più di una speranza, si deve dare una cura.

Il tumore al seno è la neoplasia più frequente in assoluto nella popolazione femminile, nel 2017 in Italia si sono ammalate circa 50.500 donne. Una tendenza leggermente in aumento, +0,9% per anno, mentre è in calo in modo significativo la mortalità, -2,2%.

L’onorevole Paola Binetti oggi in conferenza stampa alla Camera ha dedicato alle donne la campagna di prevenzione del mese di ottobre. La Breast unit del Policlinico universitario Campus bio-medico e l’Associazione Amici dell’Università campus bio-medico di Roma onlus hanno presentato “Bicinrosa”, la manifestazione sportiva amatoriale che si terrà nella Capitale il 22 per sensibilizzare le donne sull’importanza della prevenzione attraverso lo sport e una dieta sana.

“La prevenzione passa attraverso lo stile di vita: alimentazione equilibrata, regolare attività fisica, consumo moderato di alcolici e astensione dal fumo sono strumenti efficaci anche contro le recidive”, ha spiegato Sara Emerenziani, esperta di nutrizione clinica. Sottolineando che sovrappeso e obesità sono fattori di rischio.

Beatrice Covassi, capo della rappresentanza in Italia della Commissione Ue, ha spiegato che in Italia ci si ammala di tumore al seno un pò più che nel resto dell’Europa, il tasso di mortalità tuttavia è uguale, mentre la sopravvivenza è più lunga. Alla conferenza stampa ha preso parte anche la regista e testimonial di “Bicinrosa” Cinzia Th Torrini, che ha ricordato la sua esperienza di malata di tumore: “Andai a farmi operare a Milano, da sola. Volevo affrontare così questa prova. Dopo l’intervento, trovai il medico che aveva fatto l’intervento, Paolo Veronesi, addormentato ai piedi del mio letto, stava aspettando che mi svegliassi dall’anestesia”. “In queste situazioni è importante non rinchiudersi, ma continuare a vivere e fare tutto”, ha aggiunto.

Vittorio Altomare, direttore della Breast unit del Campus, ha riferito che dopo la diffusione della notizia che Angelina Jolie si era fatta operare per prevenire il tumore, tante madri portarono da lui le figlie per paura che la familiarità le facesse ammalare e chiedendo che fossero operate: “Ma non funziona così, prima di arrivare all’intervento ci sono ben altri passaggi, e anche prima del test genetico. Che non può essere richiesto dal solo medico di famiglia ma dal team di una Breast unit che valuta le condizioni di rischio”. Valentina Vezzali, parlamentare e già medaglia d’oro di scherma, ha riferito le parole del suo storico coach: “Non bisogna arrendersi mai“.

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