Apnee notturne: rischio incidenti 3 volte più alto

L’insonnia, a volte associata a disturbi del sonno come la sindrome da apnea notturna(Osas),aumenta da 2 a 3 volte la probabilità di essere coinvolto in un incidente stradale rispetto a chi sta bene. Infatti, chi soffre d’insonnia presenta una maggiore prevalenza di malattie cardiovascolari, diabete, depressione e disturbi respiratori. E’ quanto emerge uno studio, pubblicato su Plos One, ideato e coordinato dal neurologo Sergio Garbarino del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Genova in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Salute dello stesso ateneo e del docente di Medicina del Lavoro Nicola Magnavita dell’Istituto di Salute Pubblica dell’Università Cattolica Sacro Cuore di Roma.

Lo studio fa parte del “Progetto CNH Iveco Industrial Check-Stop”, un’azione internazionale per la sicurezza stradale, sostenuta dall’Autorità Ue per la sicurezza stradale e dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT). Il sondaggio, condotto su 949 autotrasportatori, è il più ampio mai realizzato su una singola categoria lavorativa

Ma che cos’è  l’Osas? È una malattia caratterizzata da interruzioni involontarie del respiro durante il sonno, di almeno 10 secondi e almeno 5 volte l’ora, dovute alla perdita di tono dei muscoli che tengono aperte le vie respiratorie superiori. L’apnea causa un abbassamento della saturazione dell’ossigeno nel sangue, e di conseguenza dei tessuti. “Centinaia di apnee a notte, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, mese dopo mese, portano a conseguenze cliniche fra cui ipertensione arteriosa, arteriosclerosi, sonnolenza diurna e deficit cognitivi e di memoria”. “A lungo termine, questo porta a infarti e morte prematura”. Soffrirebbe di sindrome da apnea ostruttiva del sonno circa il 5% della popolazione adulta europea, l’1% se si considera “l’Osas grave”. I sintomi che permettono di accorgersi di questa malattia, oltre alle interruzioni involontarie della respirazione, sono una forte tendenza a russare, stanchezza e sonnolenza nelle ore diurne.

Patente a rischio per chi soffre di apnee notturne

Lo ha stabilito l’Unione Europea, che nel 2013 ha deciso di aggiungere la “sindrome da apnea ostruttiva del sonno” (Osas, Obstructive sleep apnoea syndrome) fra le malattie che possono causare rischi alla guida. Per questo nienete più patente di guida per chi soffre di disturbi del sonno causati da apnee ostruttive notturne. Lo prevede un decreto del ministero dell’infrastrutture e dei trasporti del 22 dicembre 2015, pubblicato in Gazzetta ufficiale, in recepimento di una direttiva comunitaria sulle patenti di guida.

Il provvedimento prevede che la patente non deve essere nè rilasciata nè rinnovata a candidati o conducenti affetti da disturbo del sonno causati da apnee ostruttive notturne che determinano una grave ed incoercibile sonnolenza diurna, con accentuata riduzione delle capacità dell’attenzione”. Stesse restrizioni anche per chi soffre di gravi affezioni neurologiche.

Il decreto del Ministeriale – oltre ai possibili colpi di sonno da apnee notturne – aggiunge le malattie neurologiche alla serie di patologie che possono inibire il rilascio o anche il rinnovo della patente di guida. In questo senso il provvedimento modifica il decreto legislativo 59 del 2011, aggiungendo un paragrafo – l’H, che segue quello G dedicato alle ‘Turbe psichiche’ – denominato Malattie neurologiche.

Nello specifico, si legge nel decreto, “la patente di guida non deve essere né rilasciata né rinnovata a candidati o conducenti colpiti da gravi affezioni neurologiche di grado tale da risultare incompatibili con la sicurezza della guida”. In ogni caso, si legge ancora nel provvedimento, la commissione medica locale, anche avvalendosi di visite specialistiche presso strutture pubbliche, “può autorizzare la guida in relazione allo stato evolutivo e alle capacità funzionali possedute, previa valutazione della compatibilità della sintomatologia sensitiva sensoriale, motoria e del trofismo muscolare”.

In questi casi gli interessati dovranno dimostrare “di essere in grado di azionare, in condizioni di sicurezza, i comandi del veicolo della categoria per la quale si richiede il rilascio o il rinnovo di validità della patente”. Tuttavia, viene poi ulteriormente precisato, “in questi casi la validità della patente di guida non può essere superiore a due anni”.

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