Carne avariata nel mirino Nas, un italiano su 4 boccia mense

Piu’ di un italiano su quattro (26%) ritiene scarsa la qualità del cibo offerto nelle mense scolastiche. E’ quanto emerge da una indagine Coldiretti/Ixe’ a commento della positiva operazione dei Carabinieri Nas di Firenze, denominata “Malacarne”, nei confronti degli appartenenti ad un’associazione per delinquere finalizzata alla truffa ai danni di Enti Pubblici, frode nelle pubbliche forniture, commercio di sostanze alimentari nocive e false.

Si tratta – sottolinea la Coldiretti – di un crimine particolarmente odioso poiché ai danni provocati al sistema economico e all’occupazione si aggiungono i pericoli per la salute anche per i piu’ piccoli in una fase delicata della crescita. Per assicurare il miglior rapporto prezzo/qualità, ma anche per educare le nuove generazioni la Coldiretti sollecita a privilegiare nelle mense i cibi locali a km 0 che valorizzano le realtà produttive locali e riducono i troppi passaggi intermedi dietro i quali più elevato è il rischio di frodi e sofisticazioni. Da tutelare ci sono – conclude la Coldiretti – 4,6 milioni di italiani sono costretti per motivi di studio o di lavoro a mangiare in mensa.

In provincia di Pistoia i carabinieri del Nas di Firenze, in collaborazione con i militari del comando provinciale, dopo due anni d’indagini – coordinate dal procuratore capo della Repubblica di Pistoia, Paolo Canessa e dal sostituto procuratore Claudio Curreli – hanno eseguito le cinque ordinanze agli arresti domiciliari.

In particolare è stata accertata la fornitura di carni: con tagli anatomici qualitativamente inferiori rispetto a quelli ordinati dalle stazioni appaltanti; con data di scadenza, anche per carni suine, bovine e salumi, cosiddetta prolungata rispetto a quella originaria immessa dalla ditta produttrice, sottoponendo così l’alimento a pericoli sanitari; sottoposte a diversi e continui processi di congelamento e scongelamento, in relazione alle esigenze della propria azienda.

E ancora: carne già respinta da altre stazioni appaltanti in quanto non conforme (respinta al mittente con cattivo odore e destinata poi, previa illecita lavorazione, ad altra stazione appaltante); materialmente diverse da quelle ordinate ed indicate nel Ddt di consegna (esempio, materiale consegna di pollo indicato come tacchino nel documento di trasporto).

“Per portare a termine il disegno criminoso”, gli indagati hanno commesso “numerose violazioni di ordine amministrativo-sanitario e la falsificazione di etichette e documenti di trasporto”. Nell’inchiesta sono coinvolte, a vario titolo, altre 19 persone (commercianti, personale preposto alla ricezione delle merci, militari e veterinari Asl) le quali hanno agevolato “i componenti dell’associazione nell’esecuzione del disegno criminoso, in particolare con comportamenti omissivi o conniventi”.

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