Ecco tutta la verità sull’acqua: proprietà, composizione e quantità di sali minerali

Sappiamo tutti che dovremmo probabilmente bere più acqua, ma per molti non è facile o passa in secondo piano. Nessuna acqua è identica ad un’altra. Ogni acqua ha qualità uniche, tipiche della sorgente dalla quale sgorga. Le caratteristiche geologiche del territorio in cui ogni acqua minerale nasce, il tipo di rocce che incontra durante il percorso sotterraneo e la durata per compierlo rendono ogni acqua unica e differente per proprietà, composizione e quantità di sali minerali.

Ci sono acque leggere, povere di sodio o calcio, alleate di salute e linea per essere ‘più belli dentro e fuori’. Mentre spuntano anche in Italia ‘water bar’ e locali per degustarla, l’acqua è protagonista di studi, articoli e pubblicità. Ma quali sono le regole per berla in modo sano? “Da qualche tempo diversi messaggi pubblicitari ci inducono a bere grandi quantità d’acqua per ‘tonificarci’, ‘pulirci dentro’ e ‘idratarci’, ed è molto importante fare chiarezza”, spiega Marco Faustini Fustini, della Neuroendocrinologia dell’Irccs Istituto delle Scienze neurologiche di Bologna. Insomma, anche sull’acqua fioccano le ‘bufale’. “La pubblicità sottolinea con grande rilievo l’importanza delle acque senza questo o quell’elemento, ma dal punto di vista medico questo non ha alcun senso, salvo poche e rare eccezioni”.

“In realtà – spiega l’esperto dell’Associazione medici endocrinologi (Ame) – l’acqua deve essere fonte anche di sali, che concorrono al benessere complessivo dell’organismo: se è vero che l’acqua è il principale componente del nostro corpo, è altrettanto vero che il sodio è il principale elemento al di fuori delle cellule. Un’acqua molto povera di sodio, pur essendo spesso propagandata come elisir di lunga vita e di bell’aspetto, trova assai poche indicazioni in ambito medico. Si può fare un discorso analogo per le acque povere di calcio: se si escludono alcune malattie molto particolari, non c’è motivo di consumare acque povere di questo elemento. Al contrario, in un’epoca in cui la popolazione assume scarse quantità di calcio con la dieta, assumerlo con l’acqua – assicura l’endocrinologo – potrebbe aiutare a raggiungere il fabbisogno giornaliero e ridurre il rischio di osteoporosi”.

Anche di questo si parla al Congresso nazionale Ame in programma a Roma dal 9 al 12 novembre, con sessioni dedicate ai principali campi dell’endocrinologia e a malattie come quelle della tiroide e del metabolismo, diabete e osteoporosi, per le quali verranno illustrati e discussi i contenuti dei più recenti documenti di consenso e linee guida, e di alcuni comportamenti comuni come ad esempio l’assunzione di acqua e le sue ricadute sulla salute.

“E’ bene ricordare che la bevanda per eccellenza, per dissetarsi e idratarsi, è proprio l’acqua che non dovrebbe essere automaticamente sostituita con bibite commerciali in genere troppo ricche di zuccheri. Ma quanta acqua dobbiamo bere ogni giorno? – continua Faustini Fustini – Ci sono alcune condizioni che richiedono modificazioni significative dell’introito giornaliero di acqua: ad esempio, nel caso di alcune condizioni che compromettono, direttamente o indirettamente, la capacita del rene a eliminare un carico di acqua, si può arrivare a consigliare di non superare gli 800 ml al giorno. Al contrario, in caso di diarrea profusa o dopo un periodo di ridotto accesso libero all’acqua, è consigliato aumentare l’apporto idrico giornaliero anche fino a 3-4 litri. In ogni caso si tratta di condizioni patologiche che richiedono il consiglio del medico e il ‘fai da te’ è sempre da evitare”.

“Una persona in buone condizioni di salute e con una dieta normale riesce a smaltire anche più di 10 litri di acqua al giorno – spiega l’esperto – ma in alcuni casi il corpo ha minori capacità di eliminare l’acqua in eccesso e si può arrivare alla condizione di iponatremia, ossia di ridotte concentrazioni sieriche di sodio, maggiormente diluito nel sangue. In questi casi, bere grandi quantità di acqua può portare a un’intossicazione che, seppur raramente, può essere letale. L’iponatremia può essere causata da farmaci, come diuretici tiazidici e antidepressivi – che interferiscono con i meccanismi che controllano l’equilibrio idrico del corpo – o in seguito a malattie che comportano una secrezione inappropriata di ormone antidiuretico e quindi concentrano in maniera eccessiva le urine, come può accadere in alcuni casi di tumore del polmone o di malattie, per lo più a carico del sistema nervoso centrale (meningiti, traumi cranici, emorragie cerebrali), che innescano la secrezione eccessiva dell’ormone da parte della neuroipofisi”.

Inoltre questo problema “può manifestarsi anche se la dieta è molto povera di soluti, come nelle persone indigenti, in quelle con anoressia nervosa o nelle persone dedite al consumo di grandi quantità di birra (che è, appunto, un liquido molto povero di soluti). L’iponatremia – conclude l’endocrinologo – colpisce circa il 10-15% dei pazienti ricoverati in ospedale e, anche se i casi gravi sono rari, la terapia deve essere tempestiva, per evitare conseguenze soprattutto a livello cerebrale”.

Ecco 5 semplici passaggi su come eseguire una corretta analisi sensoriale.

1. Versare l’acqua nel bicchiere subito dopo aver aperto la bottiglia e riempire il bicchiere per 1/3. Prendere un sorso abbondante ed esprimere immediatamente un giudizio sulla sua freschezza;
2. Riempire nuovamente il bicchiere per 1/3. Osservare l’acqua dall’alto, orizzontalmente e verticalmente per permettere l’identificazione di qualsiasi particella estranea o colore anormale;
3. Portare il bicchiere al naso e respirare profondamente a intervalli regolari. Ripetere più volte. Se possibile deve essere fatto ad occhi chiusi per accrescere la concentrazione il più possibile, per ottenere le migliori risposte olfattive;
4. Prendere un sorso (15 ml), permettere all’acqua di riposare sulla lingua distribuendola all’interno della bocca ed infine condurla verso la parte posteriore della lingua per deglutirla. In questo modo sarà possibile valutare l’acidità, la sapidità, la struttura, la leggerezza e il gusto. Prendere nuovamente un sorso abbondante d’acqua, permettendole di riposare sulla lingua. Far entrare una piccola quantità d’aria in bocca e respirare attraverso il naso. Condurre infine l’acqua verso la parte posteriore della lingua e deglutire per determinarne equilibrio e persistenza;
5. Sciacquare la bocca con l’acqua e procedere con l’analisi del prossimo campione.

È infine consigliabile degustare acqua minerale al mattino ed evitare di farlo subito dopo aver bevuto caffè o tè, dopo aver mangiato, masticato una gomma o fumato. Quanto alla temperatura è ottimale bere l’acqua naturale a 11-13° C, quella frizzante a 8-10° C.

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