Glifosato: Ue, nessun accordo su rinnovo utilizzo

Nessun accordo fra gli Stati membri sulla proposta di rinnovo dell’autorizzazione del glifosato per cinque anni. Quattordici i Paesi che hanno votato a favore, nove invece – tra cui l’Italia – contro. Germania e altri quattro paesi si sono astenuti. La Commissione europea sottoporrà la proposta in Comitato d’appello. Se anche in quel caso non ci sarà una maggioranza qualificata, Bruxelles potrà adottare la proposta senza il benestare dei vari Paesi.

Gli Stati membri non hanno trovato l’accordo sulla proposta di rinnovo dell’autorizzazione dell’erbicida glifosato per cinque anni. Quattordici paesi hanno votato a favore, nove, tra cui l’Italia, contro e cinque, tra cui la Germania, si sono astenuti. La Commissione europea intende portare la proposta in comitato d’appello, prime date utili il 27 o il 28 novembre. Se anche in quell’occasione non dovesse esserci la maggioranza qualificata, le regole prevedono che Bruxelles possa adottare la proposta senza l’ok dei paesi.

Dopo attenti studi, se da un lato l’Organizzazione mondiale della sanità ha valutato che il principio attivo del “Roundup” prodotto dalla multinazionale Monsanto è un cancerogeno “probabile”, per l’Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, è del tutto sicuro. Questo ha creato una spaccatura tra i Paesi membri dell’Ue.

“In attesa della decisione definitiva è necessario che le misure precauzionali introdotte a livello nazionale riguardino coerentemente anche l’ingresso in Italia di prodotti stranieri trattati con modalità analoghe come il grano proveniente dal Canada dove viene fatto un uso intensivo di glifosato proprio nella fase di preraccolta”. E’ quanto afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo da Bruxelles dove gli Stati membri non hanno trovato l’accordo sulla proposta di rinnovo dell’autorizzazione dell’erbicida glifosato per cinque anni.

In Italia – sottolinea la Coldiretti è infatti già in vigore il divieto di uso del glifosato nelle aree frequentate dalla popolazione o da “gruppi vulnerabili” quali parchi, giardini, campi sportivi e zone ricreative, aree gioco per bambini, cortili ed aree verdi interne a complessi scolastici e strutture sanitarie, ma vige anche il divieto d’uso in campagna in pre-raccolta “al solo scopo di ottimizzare il raccolto o la trebbiatura” per effetto del decreto del Ministero della Salute in vigore dal 22 agosto del 2016.

Un principio che – continua la Coldiretti – deve essere ben evidenziato anche nell’ambito dell’accordo di libero scambio tra Unione Europea e Canada (CETA) dove al contrario si prevede invece l’azzeramento strutturale dei dazi indipendentemente dagli andamenti di mercato. Circa 1,2 miliardi di chili di grano – conclude la Coldiretti sono infatti sbarcati lo scorso anno dal Canada dove viene fatto un uso intensivo di glifosato nella fase di pre-raccolta per seccare e garantire artificialmente un livello proteico elevato.

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