Nuova Delhi è avvolta in una nuvola di gas, smog 70 volte oltre i limiti

Nuova Delhi è avvolta in una nuvola di gas, intrappolati al suolo dal freddo e dallʼassenza di vento. Scuole chiuse nella città. Per il secondo giorno consecutivo una densa nebbia avvolge la megalopoli e penetra perfino nelle gallerie della metropolitana: i livelli di inquinamento superano di 70 volte la soglia stabilita dall’Organizzazione mondiale della sanità.

Tanto grave che le autorità sanitarie nazionali hanno chiesto al governo locale di fermare le attività sportive e all’aria aperta intimando in particolare alle persone anziane di evitare le passeggiate mattutine. Di conseguenza tutte le scuole primarie sono state chiuse ma, come si vede in queste immagini, le abitudini, anche quelle “sane” sono difficili da abbandonare anche in queste condizioni estreme di inquinamento e molti cittadini non hanno rinunciato alla passeggiata, alla ginnastica, alla meditazione o alla sessione di yoga mattutina nel giardino di Lodhi. Questo denso smog impregna l’aria causando difficoltà respiratorie e mettendo in difficoltà i polmoni.

Nuova Delhi è considerata la città più inquinata del mondo e l’anno scorso l’Alta Corte della città ha definito la capitale una vera e propria “camera a gas”. Le autorità comunali hanno inoltre chiesto ai cittadini di evitare di bruciare foglie secche e residui della lavorazione agricola e di usare i mezzi di trasporto pubblico. L’inquinamento dell’aria è una delle prime cause di mortalità prematura in India e la situazione si aggrava durante l’inverno.

“Sull’inquinamento atmosferico i dati confermano che il 90% delle città, incluse quelle italiane, hanno uno standard dell’aria che non sono adeguati rispetto alle raccomandazioni dell’Oms. E questo ha un impatto diretto sulla salute di donne, bambini e anziani”. A dirlo è Flavia Bustreo, vice direttore dell’Oms per la salute della famiglia, delle donne e dei bambini, a margine del G7 Salute in corso a Milano.

“I dati – aggiunge – sono molto preoccupanti, e soprattutto le grandi città in pianura padana sono il fanalino di coda della classifica”. I danni sulla salute non sono solo malattie respiratorie, “ma anche un aumento delle patologie cardiovascolari, per esempio sugli anziani, e ci sono inquinanti che possono essere cancerogeni. Bisogna quindi fare interventi mirati per cercare di migliorare la qualità dell’aria, perché sta diventando uno dei determinanti più importanti per la salute. Ci sono diverse cose che si possono fare – ha concluso Bustreo – ad esempio intervenendo sui tipi di trasporto e sui tipi di riscaldamento che usiamo”.

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