Operato mentre suona il clarinetto, primo intervento in Italia

Per la prima volta in Italia, un malato di tumore cerebrale è stato operato da sveglio e mentre suonava uno strumento musicale, il primo così concepito in Italia è stato eseguito all’ospedale Sant’Anna lo scorso settembre. Il paziente è stato operato in condizione vigile e collaborativa. Il Reparto coinvolto è la Neurochirurgia – équipe diretta da Michele Alessandro Cavallo – già punto di riferimento nazionale per interventi in awake surgery (svegli).

A presentare l’eccezionale caso clinico, questa mattina (venerdì 17 novembre) all’ospedale S. Anna, il Direttore Sanitario del S.Anna Eugenio Di Ruscio; il Capo Dipartimento Neuroscienze e Riabilitazione Nino Basaglia; il Direttore della Neurochirurgia Michele Alessandro Cavallo; la Direttrice della Neurologia Valeria Tugnoli e i medici Pasquale De Bonis (Neurochirurgo) e Salvatore Alongi (Anestesista).

In caso di tumori cerebrali l’obiettivo neurochirurgico è duplice: asportare quanta più massa possibile e minimizzare i potenziali danni alle funzioni cerebrali provocati dalla chirurgia stessa. Premesso che esistono strumenti per monitorare le funzioni motorie, ma non le sensitive, l’intervento avrebbe potuto essere eseguito in awake surgery, con monitoraggio intraoperatorio della funzione motoria, grazie alla registrazione dei cosiddetti ‘segnali elettrici’ da parte dei neurofisiologi. Il fatto che il paziente sia un musicista professionista ha costituito la base per tentare di presidiare, con esiti che si sono rivelati positivi, anche il sensitivo.

Il paziente in questione, proveniente da un’altra regione, la scorsa estate ha avuto un’ improvvisa crisi epilettica. Le indagini hanno confermato che la causa risiedeva in un tumore localizzato nell’area cerebrale sensitiva di destra, la stessa che da cui deriva la percezione della sensibilità a mano e braccio di sinistra. Il paziente suona il clarinetto, strumento che richiede movimenti veloci, precisi e pressoché automatici delle dita (l’azione di un musicista è sempre determinata e modulata dalla percezione tattile delle componenti dello strumento, come ad esempio le corde per la chitarra, i tasti per il pianoforte, fori e chiavi per il clarinetto). Così, per la prima volta in Italia, su proposta del prof. Pasquale De Bonis e del prof. Cavallo, si è deciso di intervenire asportando la neoplasia mentre il paziente – la cui disponibilità è stata fondamentale – suonava il clarinetto.

Stimolando nella fase operatoria specifiche zone cerebrali, sono stati evocati disturbi sensitivi complessi. Lo stesso paziente ha così potuto riferire di non riuscire a gestire bene le dita della mano sinistra per un’alterazione transitoria della sensibilità. Fatto riscontrabile con errori nell’esecuzione dei brani. Questo ha consentito ai professionisti di procedere con “mappa e confini” evitando anche il minimo rischio di danni invalidanti. L’intervento è durato 4 ore, metà delle quali con paziente sveglio. La risonanza magnetica post-operatoria ha mostrato l’ottimale asportazione della neoplasia. Il paziente, dimesso dopo pochi giorni, ha di recente inviato ai medici del Reparto un video da cui si evince che esegue alla perfezione alcuni brani di musica classica.

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