Rutenio-106: La Nube radioattiva che ha colpito l’Europa in settembre e ottobre

La nuve radioattiva che è arrivata sopra l’Europa nelle ultime settimane  sarebbe nata in Russia o in Kazakistan a causa di un incidente nucleare avvenuto l’ultima settimana di settembre. Lo sostiene, secondo il quotidiano britannico The Guardian, l’agenzia per la sicurezza nucleare francese IRSN. L’agenzia ha escluso che si sia trattato di un incidente in un reattore nucleare, dicendo che l’evento si è verificato in un sito di trattamento di combustibile nucleare o in centro per la medicina radioattiva. Non c’è stato alcun impatto sulla salute o sull’ambiente in Europa. ha precisato l’agenzia.

L’agenzia federale tedesca per la protezione dalle radiazioni (Bundesamt für Strahlenschutz, BfS) ha dichiarato che la presunta fonte del recente aumento di radioattività registrato in Europa potrebbe essere la Russia. Il corrispondente comunicato è stato pubblicato sul sito dell’agenzia. Più precisamente, la regione degli Urali meridionali, fra il 29 settembre e il 3 ottobre la #Bundesamt-fü;r-Strahlenschutz aveva registrato un piccolo aumento di radioattività in Europa. Il rutenio-106 è usato per la radioterapia, in particolare per la cura dei tumori agli occhi; inoltre questo isotopo viene utilizzato nelle parti contenenti combustibile dei satelliti. Dopo il 13 ottobre l’elemento non è stata più rilevato.

IRSN, braccio tecnico dell’agenzia per il nucleare francese Asn, afferma in una nota di non poter localizzare con esattezza il luogo della fuga di materiale radioattivo, ma osserva che la zona più plausibile è a sud degli Urali, tra la catena montuosa e il Volga. Un portavoce ha poi precisato che l’incidente potrebbe essere avvenuto in Russia o forse in Kazakistan. Il guardian dice che una portavoce del ministero per le emergenze russo non ha potuto commentare nell’immediato, mentre non è satato possibile raggiungere le autorità kazake.

La nuvola radioattiva sarebbe composta di rutenio 106, un elemento radioattivo che si usa in medicina nucleare, ma è anche un sottoprodotto del trattamento dei combustibile nucleare esaurito. L’IRSN stima un rilascio tra i 100 e i 300 terabecquerels e spiega che se un incidente di questa portata fosse accaduto in Francia sarebbe stato necessario evacuare gli abitanti in un raggio di vari chilometri.

Jean-Christophe Gariel, direttore per la salute all’IRSN, ha detto al Guardian che spetta a Russia o Kazakistan identificare la fonte della fuga radioattiva e se non lo faranno, potrebbero esser deferiti all’Onu. “la vicenda è chiusa per quanto riguarda la Francia. Non è un problema per la Francia, ma non è bene che ci sia del rutenio 106 in giro per l’Europa e questo pone una questione” ha detto al Guardian, aggiungendo di aver parlato con i colleghi russi, che gli hanno detto “in tutta onestà” di non aver avuto segnalazioni.

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