Tutti in marcia contro il diabete, il fitwalking cambia la vita

Camminare per sconfiggere il diabete. Domenica a Roma nel verde di Villa Borghese, una camminata di 5 chilometri, con la tecnica del fitwalking, aperta a tutti sarà l’occasione per informare sull’importanza di questa attività motoria per combattere anche il diabete. L’iniziativa della Società italiana di diabetologia (Sid) ha l’obiettivo di stimolare le persone a fare attività fisica e in particolare questo tipo di marcia, uno sport accessibile a tutti e a qualsiasi età, senza rischi per il cuore o per le articolazioni.

E soprattutto senza fatica, ma con il piacere di godere di spazi aperti. “Il fitwalking è uno strumento di grande efficacia sia nella prevenzione delle malattie, sia come affiancamento nelle terapie contro patologie metaboliche o cardiologiche”, dice Maurizio Damilano, campione olimpico a Mosca 1980 e creatore dell’app ‘città per camminare e della salute’ che fornisce informazioni su questo sport, chilometri da percorrere durante l’allenamento, durata, velocità, itinerari nelle città italiane. In collaborazione con la Società di diabetologia ha realizzato il ‘Passaporto di Roma città per il cammino e della salute’, con le mappe dei percorsi a Roma e nel Lazio in opuscoli che vengono dati nei centri di diabetologia della Capitale e regionali.

Oltre a Damilano, partecipa alla marcia di domenica anche Antonella Palmisano, medaglia di bronzo mondiale nella marcia dei 20 km a Londra 2017. “L’attività aerobica è la migliore, sia per i problemi metabolici che per i rischi cardiovascolari”, spiega Simona Frontoni, della Sid, “il fitwalking dal punto di vista scientifico è sufficientemente veloce, prevede un allenamento prolungato nel tempo, con un dispendio metabolico buono, ed è accessibile anche alle persone in avanti con gli anni”.

Per gli esperti, molto meglio la cosiddetta camminata veloce all’aria aperta che non l’attività aerobica in palestra, perchè spesso si arriva a sfinirsi con esercizi che provocano difetto di ossigeno e portano alla produzione di acido lattico, che fa male a muscoli e cuore.
“Quest’anno per la Giornata internazionale del diabete è stato scelto il tema ‘donna’ – continua Frontoni – come vettrice di informazioni, poichè è proprio la donna che imposta lo stile di vita delle famiglie e ne cura l’alimentazione. Insomma è lei la vera ambasciatrice di salute”.

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