Banane a rischio estinzione, un fungo avvelenato sta distruggendo le piantagioni

La banane rischiano di scomparire per sempre, un fungo avvelenato sta distruggendo le piantagioni, si abbarbica alle radici, partendo dal suolo, e poi sale su verso le ampie foglie e soprattutto i caschi di frutti.  Il fungo avrebbe già danneggiato il 30% delle coltivazioni in Asia e Australia. Il problema è che si starebbe espandendo anche in Africa e Medioriente. I Caraibi e l’America Latina raccolgono ed esportano l’85% delle banane nel mondo e, per questa ragione, se il fungo dovesse arrivare anche in quelle regioni rischierebbe davvero di far sparire definitivamente questo frutto così come lo conosciamo oggi.

Non tutte le banane, però, sono a rischio. Ma è proprio la varietà più consumata quella che rischia di sparire, ovvero la Cavendish, che pesa tra i 90 e i 200 grammi e ha una forma leggermente arcuata. La Cavendish è una varietà senza semi, e questo ha voluto dire moltissimo per la sua affermazione sui mercati. Ma la cosa ha un suo effetto indesiderato, perchè notoriamente un qualcosa che non ha semi non riproduce la specie, e questo è precisamente quello che accade.

La Cavendish, infatti, è una varietà senza semi, e questo ha voluto dire moltissimo per la sua affermazione sui mercati. Ma la cosa ha un suo effetto indesiderato, perché notoriamente un qualcosa che non ha semi non riproduce la specie, e questo è precisamente quello che accade.

I banani che la producono, insomma, sono più che delle semplici, delicate piante di serra: sono dei cloni e questo li rende ancor più deboli e vulnerabili di fronte all’aggressione di un rozzo fungo terragno. La sfida tra questo e la scienza umana si è fatta sempre più serrata: ad ottobre la Fao ha annunciato un progetto da 98 milioni di dollari per la ricerca e lo sviluppo di nuovi tipi di banana, nonché per la lotta al miceto che la uccide.

La prima via intrapresa dagli scienziati è la più logica e naturale: tentare nuovi innesti tra la nobile Cavendish e le banane più ruspanti. Se ne tentano, in media, quattro la settimana, ma finora si è prodotto qualcosa di sicuramente più robusto, ma meno delicato al gusto. Del resto il calcolo della probabilità elaborato dagli addetti ai lavori dice che per un tentativo andato a buon fine ce ne vogliono mille destinati al fallimento, per lo meno. Si tratterà, insomma, di una lunga strada da percorrere prima di essere giunti alla meta. Anche se qualche segnale di speranza è arrivato.

 
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