Bracconaggio in Sardegna, droni e volontari della Lipu in campo, rimosse 930 trappole

Tordi, merli, pettirossi. Sono questi i piccoli uccelli migratori oggetto, ogni anno di una vera e propria strage. Il territorio coinvolto è il basso Sulcis, in provincia di Cagliari e finalità di questa vera e propria strage è la preparazione  delle “grive”, piatto locale “tipico” delle feste natalizie.

A tal proposito un forte appello è stato lanciato alla popolazione per non consumare le “grive”, durante le festività, dal presidente della Lipu, Fulvio Mamone Capria . La Lipu dà notizia che da pochi giorni si è concluso un campo antibracconaggio, utilizzando anche i droni. I volontari andando a piedi lungo “i sentieri della morte” hanno tolto, in una settimana, 930 trappole che i bracconieri sistemano sui rami e a terra.

Le trappole sono state date al Corpo forestale e di vigilanza ambientale della Regione Sardegna. E ancora, contro il bracconaggio, volontari della Lipu, con l’oasi Wwf di Monte Arcosu, per contrastare la cattura illegale di ungulati, mentre nella zona del Sarrabus si sono cercate inutilmente reti per uccellagione. “A causa, con tutta probabilità, della grave siccità di quest’anno – ha spiegato Gigliola Magliocco, coordinatrice del campo antibracconaggio della Lipu – la macchia mediterranea ha prodotto pochissimi frutti come lentisco, mirto e corbezzolo.

Per questo gli uccelli non si sono avvicinati ma nonostante ciò abbiamo disattivato numerosi sentieri attrezzati di trappole per uccelli, in attesa di essere attivati dai bracconieri non appena si rimetterà in moto la migrazione, e smontato diverse trappole per la cattura di ungulati”. Un nuovo piano contro il bracconaggio arriva dalle forze dell’Ordine con un workshop sull’impatto del bracconaggio sugli uccelli migratori, organizzato a inizio dicembre dalla Lipu con il Corpo forestale di vigilanza ambientale della Regione Sardegna. La magistratura che, oltre alle associazioni ambientaliste ha partecipato al workshop, ha segnalato, per i bracconieri sardi,  i reati di furto venatorio (in quanto i soggetti sono sprovvisti di licenza di caccia) e di maltrattamento di animali, al fine di sancire sanzioni più severe.

 
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