Formaggio, 40 grammi al giorno per un cuore in salute: previene infarto e ictus

Formaggio? Per carità, alza il colesterolo nel sangue. Medici e dietisti per anni ci hanno raccontato che il cacio contiene quantità rilevanti di grassi saturi e colesterolo dannosi al nostro organismo. I più “elastici” sono arrivati a consentirne il consumo non più di due volte la settimana. Un “bombardamento” continuo che ha portato l’opinione pubblica a farsi un’idea sbagliata del formaggio.

Bene, è arrivato il momento di smentire questa teoria. Circa 40 grammi di formaggio al giorno potrebbero aiutare a previene infarto e ictus. Lo suggerisce uno studio di Li-Qiang Qin della università di Soochow in Cina e pubblicato sulla rivista European Journal of Nutrition. Il formaggio è stato a lungo additato come pericoloso per la salute del cuore per il suo contenuto in grassi saturi. Ma diversi studi nell’ultimo periodo lo hanno riabilitato.

Questo lavoro si è basato sulla revisione di 15 ricerche pubblicate per un totale di 200 mila persone coinvolte, tutte sane all’inizio dello studio e la cui salute è stata monitorata mediamente per dieci anni. E’ emerso che chi mangia abitualmente formaggio ha un rischio del 18% inferiore di sviluppare una patologia cardiovascolare, un rischio di infarto del 14% inferiore ed ha un rischio di ictus del 10% più basso rispetto a chi non è solito consumare formaggio. La ”dose” risultata più efficace di questo alimento è di circa 40 grammi al dì.

Tutti i formaggi contengono grassi e colesterolo (pertanto alimenti calorici). Siano essi freschi o stagionati. Se, ad esempio, alla Mozzarella e al Parmigiano Reggiano togliamo l’acqua, il contenuto dei grassi risulta lo stesso e quindi anche del colesterolo. Però quest’ultimo resta meno dannoso e anche meno presente nel formaggio stagionato, perché i globuli di grasso degenerando (lipolisi) si fanno sempre più piccoli e quindi diminuiscono la presenza di colesterolo.

Sono detti grassi i formaggi con un contenuto lipidico > 40%, semigrassi quelli con un contenuto lipidico tra 20-40% e magri quelli con una percentuale di grassi < 20%. Dalle tabelle nutrizionali di dominio pubblico riferite ai formaggi emerge che il contenuto in colesterolo oscilla tra i 60 e i 100 milligrammi per 100 grammi di parte edibile, un quantitativo importante ma, tutto sommato, non eccessivo, soprattutto se valutiamo il fatto che le carni ne contengono quantità pressoché analoghe e che le uova registrano il maggior contenuto di colesterolo (400 mg/100 gr).

Tra le sostanze nutritive contenute nel formaggio ci sono le proteine, le vitamine, i minerali come calcio e fosforo, e anche i lipidi. Questi ultimi hanno proprio il compito di dare energia all’organismo, perché sono la prima sostanza che il corpo brucia in caso di necessità. All’interno dei lipidi sono presenti i trigliceridi, circa il 98%, e i fosfolipidi, circa l’1%; i trigliceridi sono poi composti per metà dagli acidi grassi saturi, i responsabili dell’aumento del colesterolo “cattivo” nel sangue.

A causa della presenza di questa sostanza, il colesterolo, non tutte le persone possono consumare il formaggio con leggerezza, soprattutto se soffrono di malattie cardiovascolari o patologie specifiche. Infatti, se si soffre di disturbi al cuore e alla circolazione, è consigliato certamente consumare latticini, ma non abusarne, perché contenendo alte quantità di lipidi, si può verificare un’ipercolesterolemia, ossia un innalzamento del livello di colesterolo nel sangue.

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