Il freddo peggiora l’asma, indossare una sciarpa che copra la bocca aiuta

Il freddo può peggiorare gli attacchi d’asma, soprattutto per i bambini, ma indossare una sciarpa che copra la bocca o il naso può prevenirli. Lo afferma l’associazione britannica AsthmaUk, che ha lanciato una campagna sui social per ricordare ai pazienti questo ‘trucco’, con lo slogan ‘Share a #scarfie, save a life”.

Respirare aria fredda e umida, ricordano gli esperti dell’associazione, fa restringere le vie aeree, scatenando un attacco d’asma in tre pazienti su quattro. Una sciarpa che copre naso e bocca ovviamente non sostituisce i farmaci, ma può contribuire a riscaldare l’area prima dell’ingresso nel corpo.

“Stiamo chiedendo a tutti, a chi ha l’asma ma anche a chi conosce qualcuno che ce l’ha – spiega Andy Whittamore, che dirige l’associazione – di diffondere il messaggio che qualcosa di così semplice come una sciarpa può salvare una vita”. Oltre al messaggio l’associazione ha messo a punto un video su Youtube e una serie di altri accorgimenti per minimizzare gli effetti dell’inverno, tra cui quello di preparare un ‘action plan’ sull’asma, con tutte le scadenze e i consigli di seguire, da tenere bene in vista in casa per evitare, ad esempio, di rimanere senza inalatori.

Asma e clima: il parere degli esperti

  • Asma e aria fredda: a proposito dell’aria fredda, valgono le considerazioni già fatte a proposito dell’aria secca, associandosi assai frequentemente le due condizioni. Nel caso in cui, invece, il paziente asmatico si venga a trovare in un clima freddo-umido, il rischio maggiore per lui è quello relativo alla maggior frequenza con la quale in tale clima, divenendo più probabile un’infezione respiratoria microbica favorita dalle avverse condizioni climatiche descritte, l’infiammazione delle vie aeree conseguente all’infezione diviene il principale responsabile dello scompenso respiratorio.
  • Asma e aria umida: la presenza di aria umida può provocare, specie nell’asmatico, un intenso disagio a respirare, non solamente attraverso la comparsa di crisi asmatiche (iperreattività bronchiale aspecifica), ma anche semplicemente per una difficoltà respiratoria favorita dall’inalazione di un’aria resa particolarmente densa dalla presenza di vapore acqueo contenuto in essa in quantità elevate. Un altro problema respiratorio che spesso e correlato ad una forte umidità dell’aria è quello relativo alla maggior presenza di allergeni presenti nell’aria umida subito dopo un temporale nel periodo caldo. In tale occasione, infatti, la temperatura elevata del terreno (in modo particolare l’asfalto caldo), facilita l’evaporazione di una grande quantità di acqua piovana nella quale si viene a trovare disciolto il materiale allergenico proveniente dai pollini abbattuti dalla pioggia. Tale fenomeno, in pazienti con asma allergico, può rendersi responsabile di crisi asmatiche che compaiono nel periodo immediatamente successivo ad un temporale estivo.
  • Asma e aria secca: può accadere, qualche volta, che il paziente asmatico si venga a trovare in un clima particolarmente secco, caldo o freddo che sia. Ciò può accadere in occasione di un viaggio di piacere (ad esempio un ambiente desertico) o in occasione di un viaggio di lavoro in Paesi in cui l’umidità dell’aria si mantenga molto bassa (ad esempio in Medio Oriente). Specie se nel paziente è presente un’iperreattività bronchiale aspecifica, tale evenienza potrebbe rendersi responsabile di quel broncospasmo asmatico favorito, in certi pazienti estremamente reattivi, da condizioni fisiche dell’aria estreme per temperatura e umidità. L’aria troppo fredda, ad esempio, si associa spesso ad una secchezza della stessa particolarmente importante, favorendo nell’asmatico crisi respiratorie con il meccanismo di cui sopra. Le gelide giornate invernali, specie se in alta quota, un’aria condizionata fredda particolarmente “spinta” ed il microclima presente all’interno di celle frigorifere frequentate da alcuni pazienti asmatici per motivi professionali (celle frigo dei macellai, ecc.), specie se in un continuo “entrare e uscire”, sono tutte condizioni rischiose che possono provocare crisi asmatiche, in pazienti sensibili, attraverso l’attivazione di un broncospasmo scatenato dall’eccessiva secchezza dell’aria, oltre che dalla bassa temperatura della stessa.
  • Asma e aria inquinata: in presenza di un elevato inquinamento dell’aria (smog urbano), qualsiasi condizione climatica eccessiva rappresenta per l’asmatico quanto di più negativo si possa immaginare, indipendentemente dalla temperatura e dall’umidità. Ciò dovrebbe essere adeguatamente preso in considerazione nel caso in cui il paziente asmatico decidesse di recarsi, per vacanza o per lavoro, in zone urbane note per l’elevato inquinamento (Il Cairo, Pechino, New Delhi, Città del Messico, ecc.), specie nel periodo estivo in cui l’aggiunta del fattore “ozono” rischia di peggiorare ulteriormente la situazione

Condividi questo articolo: 




 

Altre Notizie