Il report di Wwf e TRAFFIC sul commercio d’avorio in Giappone

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Mba Ndong Marius, a Parcs Gabon Eco Guard displaying seized poached elephant tusks and poacher's weapons, Oyem, Gabon. Combating the illegal wildlife trade has become a seriously dangerous job. Over 1,000 rangers worldwide have lost their lives protecting wildlife and natural places in the last 10 years. Well armed and well organised illegal poaching crime syndicates continue to target wild elephant and rhino in Africa for the large profits to be made from the illegal wildlife trade. The Wildlife Crime Story - from Africa to Asia: Sudanese Janjaweed militiamen believed to be responsible for the massacre of hundreds of elephants earlier this year are on the move again in Central Africa. Intelligence sources say they are headed back to Cameroon with the intent to shoot more elephants for their valuable ivory tusks. This time, however, Cameroon's special forces will be waiting at the border. Governments like Cameroon are becoming increasingly alarmed by the use of wildlife trafficking as a source of funding for insurgents. Rebel groups, drug syndicates and even terrorist networks have seen an opportunity to profit from what has until now been a low risk, high reward criminal enterprise. Populations of rare animals like elephants, tigers and rhinos are plummeting as a result. The products sourced from this bloody business are nearly unrecognizable on the other end of the trade chain where they are being sold in up-scale, air conditioned Asian boutiques. Intricate carvings, jewelry and medical tonics made from endangered species are becoming more and more popular in places like China, Thailand and Vietnam. Economic success has thrust swaths of people in to the middle class, and many have come with the desire to possess things that used to be out of reach to all but the highest elites. Although they are illegal, they are easily obtainable by anyone with internet access and a big enough bank account. Consumers of illegal wildlife products may not know that their money is being used by militias to purchase guns and bribe government officials. Militias like the one run by a man called 'Morgan' who led an attack on a wildlife refuge in Democratic Republic of the Congo in June. Morgan's crew shot dead seven people and took others as hostages and sex slaves. The destruction brought about by illegal wildlife trade has its roots in Asian demand. But poaching is able to thrive in places like Central Africa because governance is weak and there are few economic opportunities. This paradox has led to government paralysis. Source and demand countries are simply blaming each other for the scale of the problem rather than working together on solutions, according to the findings of a forthcoming study commissioned by conservation group WWF. The report, Fighting illicit wildlife trafficking: A consultation with governments, can be found at www.panda.org/wildlifecrime

I network criminali transnazionali ben organizzati, assieme a un mercato interno mal gestito, sono tra i principali fattori che rendono il Giappone una meta vantaggiosa per l’acquisto di prodotti d’avorio da esportare illegalmente. La denuncia arriva da un report di WWF e TRAFFIC, che, vista l’assenza di leggi e regolamentazioni, chiedono la chiusura del mercato interno, come del resto avverrà il 31 dicembre per la Cina, ad oggi il Paese con la maggiore richiesta d’avorio.

Il Giappone rimane quindi, uno dei maggiori mercati mondiali d’avorio ed è sede di un’attiva, industria di lavorazione. Il paese inoltre, vanta significative riserve di zanne di proprietà privata, retaggio di vecchi sequestri. Nel mercato nero, le zanne di un solo elefante possono costare fino a 10.000 euro.

‘Ivory Towers’ è quindi un’analisi sul commercio giapponese di avorio e del mercato interno, il report  mostra i risultati delle indagini e delle interviste condotte all’interno del mercato giapponese, tra maggio e settembre 2017. Il report, ha rivelato un trend sempre crescente nel mercato interno d’avorio (sia fra i turisti sia fra gli antiquari) che gode di una domanda crescente da parte di visitatori e agenti per il commercio illegale di questo prodotto. “I risultati mostrano che il grandissimo e mal regolato mercato interno d’avorio del Giappone sta contribuendo al commercio illegale – un problema che secondo la CITES e altre istituzioni necessita di normative più severe” dice Tomomi Kitade, uno degli autori del report.

Il report denuncia che il 73% dei venditori di avorio intervistati ha ammesso di promuovere attivamente gli acquisti che portano alle esportazioni illegali di avorio, dando anche consigli ai visitatori sul modo migliore per nascondere nel bagaglio i prodotti senza permessi.
I dati contenuti nell’ultimo studio rivelano un aumento significativo delle esportazioni illegali di avorio dal Giappone: ben 2,42 tonnellate di avorio sono state sequestrate tra il 2011 e il 2016.

Anche il commercio online pesa drammaticamente sul futuro degli elefanti: sono state recentemente  scoperte alcune piattaforme online che offrivano  l’acquisto di prodotti in avorio lavorato. Un recente sequestro effettuato dall’autorità doganale cinese nel 2016 ha portato al sequesto di addirittura  1.639 pezzi di avorio lavorato e zanne intagliate.

“Questi numeri ci ricordano l’urgente necessità di chiudere i mercati legali dell’avorio che stanno esacerbando il commercio illegale e portando gli elefanti verso l’estinzione. Mentre il 31 dicembre ci sarà la chiusura del commercio legale di avorio in Cina, sollecitiamo il Giappone e altri paesi chiave a seguire l’esempio”. TRAFFIC è un network internazionale, di cui fa parte anche il WWF, per il monitoraggio del commercio illegale di  fauna e flora: un business gestito da reti criminali con un valore stimato di 23 miliardi di dollari l’anno. In Africa si è arrivati anche a compiere stragi avvelenando gli elefanti con il cianuro.

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