#IPesticididentrodinoi, “dieta bio per due settimane abbatte pesticidi nel corpo”

15 giorni di dieta pesticidi zero bastano a cancellare alte concentrazioni di insetticidi e glifosato nelle urine di una normale famiglia italiana. Diffusi oggi i risultati delle analisi della campagna web in un incontro organizzato da Federbio con Isde, Legambiente, Lipu e WWF.

“I dati presentati oggi sulla campagna #IPesticididentrodinoi – dichiara Daniela Sciarra, responsabile Filiere e Politiche agroalimentari di Legambiente – indicano che la dieta bio può abbattere i pesticidi nel corpo. Come evidenziamo ormai da tempo nel dossier Stop Pesticidi, l’uso dei prodotti chimici per l’agricoltura in Italia rimane significativo e il problema dell’esposizione a pesticidi e il multiresiduo rappresentano aspetti da mettere a fuoco sul piano scientifico e normativo. Oggi le alternative all’uso massiccio dei pesticidi ci sono e devono essere sostenute.

La crescita esponenziale dell’agricoltura biologica e delle pratiche agronomiche sostenibili stanno dando già un contributo importante alla riduzione dei fitofarmaci e al ripristino della biodiversità e alla salute dei suolo; ma in questa partita un ruolo fondamentale lo gioca anche la Politica Agricola Comune (PAC) che deve incoraggiare la diffusione e la conoscenza di queste pratiche agronomiche, che sostituiscono l’intervento chimico con l’utilizzo dei meccanismi naturali, mettendo definitivamente al centro la salute dell’ambente e dei cittadini e la crescita un’agricoltura agro ecologica”.

La dieta a zero pesticidi ha avuto effetto su oltre l’80% delle analisi effettuate. In particolare la “decontaminazione” ha funzionato per alcuni degli insetticidi più utilizzati dall’agricoltura convenzionale (clorpirifos e piretroidi) e per il glifosato, il controverso erbicida per il quale l’Ue, col voto contrario dell’Italia, ha autorizzato il rinnovo di utilizzo per 5 anni.Bastano due settimane di una dieta a zero pesticidi per abbattere e in alcuni casi azzerare il contenuto di inquinanti nelle urine di una famiglia italiana. Madre, padre, due bambini di 7 e 9 anni: per tutti loro, per quasi tutte le sostanze chimiche analizzate, si passa da livelli di contaminazione alti a quantità molto basse e spesso sotto i limiti di rilevabilità.

La “decontaminazione” ha funzionato per alcuni degli insetticidi più utilizzati dall’agricoltura convenzionale (clorpirifos e piretroidi) e per il glifosato, l’erbicida contro cui si è mobilitata l’opinione pubblica e una parte della ricerca a livello europeo e non solo.

In complesso, su 16 analisi delle urine (quattro per ognuno dei membri della famiglia), ben 13 hanno dato risultati estremamente positivi, con significative differenze tra prima e dopo la dieta, e solo in un due casi non si sono registrati miglioramenti. In altre parole la dieta bio ha avuto effetto su oltre l’80% delle analisi effettuate. Un’indicazione importante del fatto che la chimica contenuta negli alimenti da agricoltura convenzionale – anche in presenza di cibi che rispettano le soglie stabilite di fitofarmaci, come capita nella maggior parte dei prodotti consumati in Italia – rimane e si accumula nel nostro corpo, con conseguenze che ancora non sono state totalmente studiate e comprese.

Condividi questo articolo: 




 

Altre Notizie