L’agonia degli orsi polari, la fame sta facendo una strage

È l’immagine straziante di un orso polare in punto di morte, immortalato dalle telecamere dell’attivista e fotografo di National Geographic Paul Nicklen e da un team di Sea Legacy mentre si trovavano sull’Isola di Somerset, in Canada.

La popolazione mondiale degli orsi polari ad oggi si attesta attorno ai 26.000 individui, di cui il 60% circa distribuito in Canada e lungo i suoi estesi confini, fra Alaska e Groenlandia. Nonostante l’orso polare sia fondamentalmente un carnivoro, vista la costante riduzione del ghiaccio è costretto per sopravvivere a cambiare la sua dieta, nutrendosi sempre più spesso nei mesi autunnali di bacche e soprattutto di alghe.

Avevamo le lacrime agli occhi mentre filmavamo”, ha spiegato Nicklen in un’intervista al National Geographic. Lui, con anni di esperienza e di attivismo alle spalle, non è estraneo agli orsi, anzi: in vita sua ne ha visti più di tremila. Ma mai si era trovato davanti uno spettacolo simile: “È stata l’esperienza più sconvolgente che abbia mai vissuto”.

“Aveva gli arti inferiori atrofizzati. Non potevamo fare molto per lui”. Per il fotografo il vero aiuto è la denuncia di ciò che sta accadendo al mondo. “Ho ripreso la sua lenta morte per far sì che non sia avvenuta invano – ha speigato l’attivista – quando gli scienziati parlano dell’estinzione degli orsi polari, le persone comuni non si rendono conto di ciò che significa. Questa è la fine che fanno: muoiono lentamente di fame. E tutti lo devono vedere”.

Condividi questo articolo: 


Altre Notizie