Microplastica nei cosmetici, legge ferma da più di un anno: E’ una vergogna

Non è più possibile aspettare, il provvedimento che ha assorbito anche la proposta di legge per vietare l’uso della microplastica nei cosmetici era stato votato all’unanimità dalla Camera nell’ottobre 2016 e poi tutto si è fermato al Senato. Ad opporsi il Ministero dello Sviluppo economico che ha espresso parere negativo.

Le associazioni Marevivo e Legambiente si appellano al Presidente del Consiglio dei ministri, Paolo Gentiloni, ai ministri Anna Finocchiaro; Gian Luca Galletti; Beatrice Lorenzin e in particolare a Carlo Calenda per ottenere il parere favorevole del Governo al passaggio in deliberante delle legge AS 2582 “Disposizioni in materia di composizione dei prodotti cosmetici e disciplina del marchio italiano di qualità ecologica” in modo che sia ratificata prima della fine della legislatura, in particolare per quello che concerne la messa al bando delle microplastiche nei cosmetici.

L’Italia è stata il primo Paese in Europa a proporre una legislazione di questo tipo ma, mentre nel Regno Unito la proposta diventerà legge nel 2018 e la Francia sta andando nella stessa direzione, il nostro Paese resta sempre indietro per un iter legislativo troppo lento rispetto all’emergenza ambientale.

Non farla passare rappresenterebbe una sconfitta. Il problema dell’inquinamento marino provocato dalle microplastiche è stato uno dei temi centrali dell’Assemblea delle Nazioni Unite per l’ambiente, che si è riunita negli scorsi giorni a Nairobi, in Kenya, dove i ministri dell’Ambiente si sono impegnati a prevenire e ridurre i rifiuti marini e a trovare metodologie e soluzioni per eliminare gradualmente l’uso di alcuni tipi di plastica come le microplastiche.

Lo scorso novembre Marevivo, Legambiente, Greenpeace, Lav, Lipu, MedSharks e WWF avevano lanciato, durante una conferenza stampa al Senato, l’appello #Faidafiltro, per chiedere al presidente del Senato Pietro Grasso e a tutti i Senatori di approvare al più presto la proposta di legge per la messa al bando delle microplastiche nei cosmetici, ma nonostante le promesse non c’è stato alcun esito.

«Trovo francamente intollerabile e ridicolo che un provvedimento che ha avuto un lungo e approfondito esame alla Camera, e che è stato approvato all’unanimità a Montecitorio, venga fermato per la richiesta di un maggiore approfondimento dopo oltre un anno al Senato. Una grande occasione persa per fare un passo avanti in favore della salute dei cittadini, dell’ambiente e della competitività delle nostre imprese. Non è una bella pagina per le istituzioni», così commenta il presidente della Commissione Ambiente della Camera, Ermete Realacci, la mancata concessione della sede deliberante per il testo unificato sulla cosmesi sostenibile di cui è primo firmatario che vieta l’uso delle microplastiche nei prodotti cosmetici.

«Il 5 dicembre scorso in aula il Sen. Marinello, Presidente della Commissione Ambiente, ha sollecitato l’approvazione della legge AS 2582 – raccontano le associazioni ambientaliste Marevivo e Legambiente – . Il Presidente Grasso ha manifestato disponibilità a fronte del parere favorevole del Governo ed è per questo che ci appelliamo al Presidente del Consiglio e ai rappresentati del Governo in modo da accelerare l’iter e licenziare la legge prima della fine della legislatura. È un impegno che chiediamo da più di un anno ed è giunto il momento di portarlo a termine. Chiediamo al Ministro Calenda di spiegarci e giustificarci il blocco di una legge in dirittura di arrivo. L’inquinamento marino non può più aspettare, occorre agire subito».

La storia. La proposta di legge numero 3852, a prima firma del presidente della Commissione Ambiente della Camera Realacci era stata sottoscritta da oltre 40 deputati di diversi gruppi politici, sia di maggioranza che di opposizione, e prevede che dal 1° gennaio 2019 non sarà più consentito produrre e mettere in commercio prodotti cosmetici contenenti microplastiche.

Il 26 ottobre 2016, la Camera ha approvato all’unanimità un Testo sulla cosmesi sostenibile, nato dalla proposta di legge Realacci e da quella analoga presentata da Abrignani, di cui sono state relatrici Gadda e Mucci che aveva l’obiettivo di calcolare l’impatto dei cosmetici sull’ambiente, stimolare una cosmesi più green e dare ai cittadini una certificazione ecologica trasparente e garantita dalle istituzioni pubbliche. Tale provvedimento ha assorbito anche la proposta di legge per vietare l’uso della microplastica nei cosmetici.

A luglio 2017 le associazioni hanno sollecitato l’approvazione prima della chiusura estiva dei lavori parlamentari, inviando una lettera alle Commissioni Ambiente, Industria, Sanità e Finanza del Senato e ai presidenti dei gruppi parlamentari.

Nell’ottobre 2017, un anno dopo, le Commissioni riunite Industria e Ambiente del Senato, presiedute da Giuseppe Marinello, avevano concluso l’esame in sede referente del disegno di legge AS 2582 riguardante l’utilizzo delle microplastiche nei cosmetici. Con la seduta, dopo l’approvazione del testo, la Commissione aveva inoltre deliberato all’unanimità di richiedere alla presidenza del Senato il passaggio del disegno di legge in sede legislativa.

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