Allarme resistenza antibiotici da inquinamento, salute e ambiente a rischio

Salute sempre più a rischio a causa della resistenza agli antibiotici causata dalla dispersione nell’ambiente di medicine e altre sostanze chimiche usate per allevamenti e colture. L’allarme arriva dall’agenzia ambientale delle Nazioni Unite, l’Unep, che definisce questo tipo di inquinamento come una delle principali minacce emergenti per la salute globale.

Gli esperti evidenziano che nell’ultimo secolo l’uso di antibiotici per curare gli uomini è cresciuto del 36%. Sempre più massiccio però è l’uso che se ne fa negli allevamenti, dove il documento prevede una crescita del 67% di utilizzo di antibiotici entro il 2030. Un trend molto pericoloso visto che i tre quarti degli antibiotici sfruttati tramite l’acquacoltura rischiano di finire dispersi nell’ambiente circostante. Insomma l’inquinamento da antibiotici sta diventando il nuovo veleno dell’ambiente, sul quale non bisogna abbassare la guardia.

Nel mondo, ricorda l’Unep, 700 mila persone muoiono ogni anno per infezioni resistenti agli antibiotici. Muoiono in pratica perché gli antibiotici disponibili diventano sempre meno efficaci contro agenti patogeni che si sono evoluti diventando più resistenti. Come se non bastasse le prospettive sono tutt’altro che incoraggianti. Stando alle stime dell’Organizzazione mondiale della sanità, nel 2050 senza un uso più accorto degli antibiotici le morti provocate da germi multi-resistenti potrebbero arrivare a 10 milioni, più che per i tumori.

L’inquinamento è uno dei killer emergenti dei tempi moderni: secondo un recente studio pubblicato su Lancet causa già una morte su 6 nel mondo provocando malattie tra le più disparate, da quelle cardiovascolari ai tumori. La parte del leone per ora la fa l’inquinamento atmosferico, che uccide circa 6 milioni e mezzo di persone ogni anno. E aumentano anche le evidenze scientifiche dei danni provocati dallo smog alla salute.

Un recente studio condotto a Londra su ultrasessantenni suggerisce che respirare aria inquinata, anche solo durante una passeggiata di un paio d’ore al giorno, annulla gli effetti positivi che l’esercizio fisico avrebbe avuto sull’organismo. Un’altra ricerca, sempre londinese, afferma che l’aria inquinata sta portando a un peso sempre minore dei bimbi alla nascita, elemento legato alla mortalità infantile e allo sviluppo di malattie negli anni successivi. Non solo. È emerso da altri studi che lo smog non ha effetti deleteri solo su polmoni o sul sistema cardiovascolare, ma anche sul cervello, al punto che fino a un caso su dieci di Alzheimer potrebbe essere imputabile all’esposizione agli inquinanti.

Un trend molto pericoloso visto che anche i tre quarti degli antibiotici usati in acquacoltura rischiano di finire dispersi nell’ambiente circostante. Nel mondo, ricorda l’agenzia, 700 mila persone muoiono ogni anno per infezioni resistenti agli antibiotici. Muoiono perché gli antibiotici disponibili diventano sempre meno efficaci contro agenti patogeni che si sono evoluti diventando più resistenti.

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