Bibite zuccherate, rischio obesità fra i giovani

L’aumento del consumo di bevande zuccherate, cresciuto a dismisura negli ultimi decenni (dalle 70 calorie “liquide” al giorno del 1977 si è passati alle 190 del 2000), ha comportato anche un aumento dei casi di obesità, fenomeno che preoccupa in modo particolare il mondo occidentale per le sue ricadute in termini di malattie cardiovascolari e costi sanitari. Infatti, bere bevande zuccherate fa aumentare il rischio di obesità e sovrappeso, specie nei più giovani.

E’ questa la nuova conferma che viene da uno studio che ha coinvolto diversi centri di ricerca europei, tra cui l’Istituto speciale di cardiologia preventiva e nutrizione di Salisburgo, gli ospedali universitari di Givevra e l’Università di Navarra. Il lavoro (pubblicato su Obesity Facts, rivista dell’Associazione europea per lo studio dell’obesità) ha visto esaminare 30 ricerche: 20 sul legame tra bevande zuccherate e obesità nei bambini e dieci legate agli adulti.

E’ emerso come in larga parte dei lavori esisteva una associazione positiva tra l’insorgenza di sovrappeso e obesità e il consumo di bevande zuccherate. Solo uno studio non ha trovato alcun legame. In totale, in questa ricerca, sono stati coinvolti 244.651 partecipanti: il 33% europeo, il 23% degli Usa, il 17% dell’America centrale e meridionale, il 7% dell’Australia e il 10% tra Sudafrica, Iran, Thailandia e Giappone. Mettendo insieme le prove già pubblicate i ricercatori sostengono come sia necessario che le politiche di sanità pubblica debbano mirare alla riduzione del consumo di bibite gassate e zuccherate e sostenere alternative più sane come l’acqua.

 

 
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