Fentanyl, 100 volte più potente della morfina arriva in Italia

L’ultima e più grave minaccia nella famiglia degli analgesici è un oppioide sintetico chiamato Fentanyl, da 50 a 100 volte più potente della morfina: inizialmente sviluppato negli anni ’60 per uso clinico, si sta ora diffondendo tra le droghe di strada dove spesso è mischiato e spacciato con eroina o altre sostanze.

In ambito clinico è impiegato in cerotti transdermici, lecca-lecca o pastiglie per la terapia del dolore cronico dei malati di tumore; in ambito criminale viene sintetizzato dai cartelli della droga messicani a un costo più basso di quello necessario per produrre eroina, con cui spesso viene mischiato per renderla più potente.

Dal 1999 negli Stati Uniti sono quadruplicate le prescrizioni di farmaci oppiacei, così come le morti per overdose, e il ‘killer’ n.1′ adesso si chiama ‘Fentanyl’. Secondo gli ultimi dati, infatti, questo potente analgesico oppioide sintetico appartenente alla classe delle fenilpiperidine, sarebbe responsabile di quasi 4.000 decessi avvenuti l’anno scorso, con un aumento del 600% rispetto alle morti per overdose di questo tipo del 2014.

In questi ultimi anni in alcune parti degli Stati Uniti le overdose per eroina sono virtualmente scomparse, ma quelle causate dagli oppiacei solo nel 2015 – ultimo anno di cui sono stati diffusi i dati dal ‘Centers for Disease Control and Prevention’- sono state ben 33.000 (15 mila usando prescrizioni mediche), su un totale di 52.000. Un numero ben superiore a quelli delle vittime della strada negli Usa. Considerando che nel quindicennio cominciato nel 2000 i morti per overdose da oppiacei sono stati in tutto 180.000, l’aumento è notevole.

E secondo un’inchiesta a livello nazionale del New York Times, nel 2016 si è registrato un ulteriore aumento di circa il 19%. Trend che sembra continuare in crescita anche nel 2017 nonostante le prime misure di contenimento. Quella degli oppiacei è stata infatti definita una vera e propria epidemia e il 10 agosto scorso il presidente Trump l’ha dichiarata ‘emergenza nazionale’. “La crisi degli oppiacei e’ un’emergenza nazionale, lo dico in maniera ufficiale. Spenderemo molto tempo, molti sforzi e molto denaro per affrontare questa crisi”. Dichiarazione, arrivata dopo alcune tergiversazioni, ma che comunque permette ai governi statali di aumentare l’accesso al naloxone, un farmaco capace di invertire l’effetto dell’overdose.

Le autorità sanitarie Usa stimano che attualmente gli americani assuefatti agli oppiacei siamo più di due milioni: almeno 1 paziente su quattro che si sottopone a una cura di antidolorifici per cause non legate ai tumori finisce per contrarre l’assuefazione. Inoltre, ogni giorno almeno 1.000 persone negli Usa sono trattate nelle strutture di pronto soccorso per emergenze legate all’abuso o all’uso sbagliato di antidolorifici. Un’analisi condotta sui dati delle assicurazioni sanitarie Usa ha rilevato un aumento nelle prescrizioni di farmaci oppiacei del 500% negli ultimi sette anni.

Ed è stato accertato che pazienti a cui vengono prescritte forti dosi per periodi brevi rischiano 40 volte di più di assuefarsi di pazienti a cui vengono date dosi piccole per periodi lunghi. L’epidemia di oppiacei non è però la sola che sta affondando nelle pillole gli Usa: adesso arriva anche l’allarme per l’impennata dell’uso di antidepressivi, usati dal 13% degli americani, con un aumento del 65% rispetto al 1999. Il nuovo rapporto dei ‘Centers for Disease Control and Prevention’ rivela inoltre che le donne sono le più colpite dalla ricerca di antidoti: per loro, l’uso di antidepressivi è difatti doppio (16,5%) rispetto a quello degli uomini (9%).

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