Influenza è allerta: epidemia in arrivo, ecco come proteggersi dal virus

Boom di casi di influenza, sono già 1,4 milioni gli italiani messi a letto finora dall’influenza, di cui 387.000 nell’ultima settimana tra il 18 e 24 dicembre. Il numero dei casi è iniziato rapidamente a salire da tre settimane, quando si è superato il valore soglia che segna l’inizio dell’epidemia, pari a 2,57 casi per mille assistiti. Lo segnala l’ultimo bollettino Influnet dell’Istituto superiore di sanità (Iss).

I farmaci consigliati: gli antipiretici, che abbassano la febbre; gli antinfiammatori, utili sia per abbassare la febbre che per ridurre i dolori muscolo-scheletrici e l’infiammazione della gola. Gli antibiotici, invece, vanno assunti solo su prescrizione medica, seguendo esattamente tempi e modi indicati dal medico, senza mai interrompere a piacimento il trattamento. Il vaccino antinfuenzale dovrebbe essere fatto dai soggetti di età pari o superiore a 65 anni, dai bimbi di età superiore ai 6 mesi, da ragazzi e adulti fino a 65 anni d’età, affetti da patologie che aumentano il rischio di complicanze da influenza (malattie croniche a carico dell’apparato respiratorio, inclusa asma grave, displasia broncopolmonare, fibrosi cistica e broncopatia cronico-ostruttiva), dai soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo e categorie di lavoratori (es. Vigili del Fuoco, Forze di Polizia), ma anche da allevatori, macellatori e vaccinatori ecc.

Per prevenire l’influenza occorre adottare comportamenti di buon senso: coprirsi bene, evitare gli sbalzi di temperatura, lavarsi spesso le mani (in assenza di acqua, utilizzanfo gel alcolici), coprire bene bocca e naso quando si starnutisce o tossisce, assicurandosi di non disperdere ovunque i fazzoletti utilizzati, utilizzare mascherine se ci si trova in ambienti sanitari (es. ospedali). E’ opportuno restare a casa, a riposo, bevendo molta acqua per evitare il rischio disidratazione. Da preferire minestre in brodo, passati, centrifugati di verdura, spremute di agrumi, succhi di frutta, tè, tisane calde e yogurt, evitando i grassi d’origine animale, i cibi fritti, quelli eccessivamente salati o molto zuccherati.

Riposo, una buona idratazione e farmaci per il controllo della sintomatologia come antipiretici (come il paracetamolo) per la febbre, la cefalea e i dolori osteo-muscolari. E nei bambini a rischio di sviluppare forme complicate di influenza, si utilizza anche una terapia antivirale sistemica con oseltamivir o amantadina, che deve essere iniziata precocemente (entro 24-48 ore dall’esordio dei sintomi). Questi i consigli degli esperti dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.

Il contagio – si ricorda – avviene solitamente per contatto diretto con le secrezioni respiratorie e la saliva delle persone infette; una volta infettati, si rimane contagiosi fino a 3-4 giorni dopo la comparsa dei sintomi. Dopo un’incubazione breve (1-3 giorni), la malattia si manifesta improvvisamente con febbre, cefalea, malessere e artro-mialgie diffuse (dolori ossei e muscolari). Successivamente predominano i sintomi di tipo respiratorio come tosse, congestione nasale, mal di gola. Nei lattanti, in genere, la febbre non si manifesta ma si osservano vomito e diarrea. La sintomatologia si risolve usualmente in 5-7 giorni.

Complicanze possibili sono: polmonite batterica secondaria o, più raramente, polmonite primitiva da virus influenzale, miocardite, otite. Le complicanze sono particolarmente gravi nei bambini e negli adulti con malattie croniche (cardiache, polmonari, neurologiche, renali, epatiche, diabete, fibrosi cistica, S. di Down) negli ultra-sessantacinquenni e nelle donne gravide. Per quanto riguarda la diagnosi, è possibile grazie all’identificazione del virus su tampone o aspirato rino-faringeo.

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