Influenza, si avvicina il picco stagionale: colpa è anche di un virus ‘imprevisto’

Secondo l’ultimo bollettino della rete di sorveglianza Influnet dell’Istituto superiore di sanità, nella scorsa settimana si sono registrati 802.000 nuovi casi e sono già in totale 3 milioni gli italiani che sono stati colpiti dall’influenza. La fascia di età maggiormente colpita è quella dei bambini al di sotto dei cinque anni in cui si osserva un’incidenza pari a circa 28,5 casi per mille assistiti e quella tra 5 e 14 anni pari a 15,1.

Ancora in aumento anche il numero di casi nei giovani adulti in cui l’incidenza è pari a 13,4 e negli anziani con 8,1 casi per mille assistiti. Proprio tra gli anziani, conferma Pregliasco, “si registra inoltre la maggiore incidenza di complicanze, con un aumento di oltre il 20% di accessi ai Pronto soccorso soprattutto per casi di polmonite, una complicanza da non sottovalutare”.

Continuano ad aumentare i casi di influenza, mentre ci si avvicina al picco stagionale, e la ‘colpa’ è anche di un virus ‘imprevisto’ la cui circolazione si è intensificata negli ultimi giorni. Ad affermarlo è Fabrizio Pregliasco, ricercatore dell’Università di Milano e Direttore sanitario IRCCS Galeazzi: “Si tratta del virus cosiddetto Yamagata, verso il quale il vaccino trivalente non garantisce una totale protezione”. “Quello che stiamo verificando – spiega il virologo – è un aumento recente della circolazione del virus Yamagata, che è una famiglia dei virus influenzali di tipo B. Tale virus circolava già lo scorso anno ma non ha colpito in modo massiccio, mentre a prevalere la scorsa stagione è stato invece il virus B denominato Vittoria. Anche quest’anno non si prevedeva una sua diffusione, perché i virus influenzali più diffusi e circolanti sono quelli di tipo A”. Il fatto, sottolinea Pregliasco, è che “le vaccinazioni antinfluenzali disponibili sono quella trivalente, che protegge dai virus AH1N1, AH3N2 ed il virus B, e quella quadrivalente che prevede una protezione più ampia contro il virus B. Al contrario, la trivalente non assicura una protezione totale contro quest’ultimo virus, le cui ‘famiglie’ circolanti possono essere varie”.

L’impennata di casi che si sta registrando nell’ultimo periodo, afferma il virologo, “può essere dunque parzialmente imputata al fatto che le persone che hanno avuto somministrato il vaccino trivalente possono essere risultate non protette rispetto alla famiglia Yamagata del virus B”. Tuttavia, sottolinea, “il motivo principale dell’aumento dei casi è dovuto al fatto che i virus B colpiscono prevalentemente i giovani ed i bambini, che continuano a fare da ‘untori’ facilitando la diffusione della patologia e l’aumento dei casi”.

 

 
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