Influenza 2018: verso gli 8 mln di casi, Virologo: la più pesante da 9 anni

Influenza verso record stagionale: “Considerando che ad oggi sono circa 5 milioni gli italiani già colpiti dai virus influenzali, si può stimare che alla fine della stagione i casi totali arriveranno a 7,5-8 milioni. Un numero molto più alto rispetto agli ultimi anni e paragonabile solo alla stagione 2004-5 e alla stagione pandemica del 2009”. E’ quanto aferma il virologo Fabrizio Pregliasco, ricercatore dell’Università di Milano e Direttore sanitario dell’Istituto IRCCS Galea.

Quest’anno, conferma l’esperto, “si sono registrati molti più casi di influenza anche per la circolazione ‘non prevista’ di virus come il B Yamagata, non compreso nel vaccino antinfluenzale trivalente, ma presente in quello quadrivalente”. Molti dei vaccini somministrati sono stati infatti del tipo trivalente che copriva tre ceppi virali (A-H1N1, A-H3N2 e un solo tipo di virus B), mentre solo il vaccino quadrivalente fornisce una copertura anche contro il virus Yamagata di tipo B.

Conferma che quella in atto sia una stagione influenzale “molto attiva” anche il direttore del dipartimento Malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità (Iss), Giovanni Rezza: “ora che è stato raggiunto il picco – rileva – non sappiano quanto sarà rapida la ‘discesa’ dei casi, ma per il momento il numero di nuove diagnosi influenzali resta alto, soprattutto tra i bambini”. Finora, precisa, “hanno circolato soprattutto i virus A-H1N1 ed il virus B Yamagata inaspettato. E’ invece circolato poco il virus A-H3N2 che ha colpito in altri Paesi. Se quest’ultimo virus dovesse ‘risvegliarsi’ – conclude Rezza – allora ci potrebbe essere una coda più lunga per l’attuale stagione influenzale”.

“Prima dell’arrivo dell’epidemia in Italia ho incontrato un mio collega australiano al quale ho chiesto come stava andando da lui la diffusione del virus che poi è arrivato qui. ‘Very bad’, la sua risposta. E così è stato”. A rivelarlo è la professoressa Cristina Mussini, direttrice della Clinica Malattie infettive dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico di Modena. “I casi sul territorio modenese sono stati e sono ancora tanti – entra nel dettaglio -. La copertura vaccinale non è stata granchè.

A questo deve essere aggiunto poi il fatto che i ceppi non sono completamente coperti dal vaccino. Spera che il picco stia per essere definitivamente superato: “Fino alla settimana scorsa l’ospedale era preso d’assedio, in questi giorni c’è addirittura qualche letto vuoto. Anche perchè per i bimbi e i giovani, in questo momento i più colpiti, non è prevista l’ospedalizzazione. Fino ad ora le strutture modenesi hanno retto molto bene l’epidemia, l’incremento dei posti letto è stato provvidenziale. Ma voglio ringraziare tutti i medici e gli infermieri che hanno egregiamente fatto fronte a un lavoro perlomeno duplicato a causa del virus”.

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