L’adolescenza si allunga, comincia a 10 e arriva fino a 24 anni

Il “tempo delle mele” si è allungato: l’adolescenza può durare dai 10 fino addirittura ai 24 anni, iniziando quindi in media 2-3 anni prima (specie per il genere femminile) rispetto al passato e concludendosi in media 5 anni dopo rispetto all’età finora ritenuta demarcante l’ingresso nella vita adulta, i 19 anni. È quanto riferito sulla rivista Lancet Child & Adolescent Health: da una parte – complici le migliori condizioni di salute e la maggiore disponibilità di cibo nei paesi ricchi – lo sviluppo avviene in media 2-3 anni prima nelle ragazze (che possono avere il primo ciclo mestruale addirittura anche a 10 anni), dall’altra il percorso di studio e formazione per entrare nel mondo del lavoro dura più a lungo e si posticipano tappe che tipicamente segnano l’ingresso nella vita adulta, quali matrimonio e riproduzione.

Sebbene molti privilegi dell’essere adulti (ad esempio la possibilità di prendere la patente) scattino con il raggiungimento della maggiore età, l’adozione di regole e responsabilità da adulto oggi avviene con ritardo da parte dei giovani, per di più la fase della semi-dipendenza tipica dell’età adolescenziale – caratterizzata ad esempio dalla dipendenza economica dai genitori – si è dilatata, sostiene l’autrice principale dell’articolo, Susan Sawyer, direttore del centro per la salute degli adolescenti presso il Royal Children’s Hospital in Melbourne.

Ci sono quindi vari aspetti da considerare quando si affronta la definizione di adolescenza, sottolinea l’esperta: da un punto di vista biologico l’adolescenza “scatta” quando l’ipotalamo, una parte del cervello, inizia a rilasciare un ormone che attiva l’apparato riproduttivo di entrambi i sessi. Prima, ad esempio, lo sviluppo femminile avveniva intorno ai 14 anni; adesso nei paesi ricchi sembra essere anticipato di 2-3 anni, con bambine che già a 10 anni compiono il fatidico passaggio nell’adolescenza e circa la metà delle ragazze che hanno la prima mestruazione entro i 12-13 anni. Inoltre, l’adolescenza in genere si riteneva conclusa intorno ai 19 anni, continua Sawyer, eppure, se dal punto di vista biologico si considera l’età di ingresso nella vita adulta quella in cui si conclude lo sviluppo, cioè quando il corpo smette di crescere, ci sono aspetti della crescita ancora non così ben delineati da un punto di vista cronologico.

Ad esempio, il cervello di un giovane continua a maturare ancora dopo i 20 anni e spesso i denti del giudizio spuntano non prima dei 25. Quindi l’età che segnerebbe la fine dell’adolescenza resta dibattuta e non definita anche solo limitandoci all’aspetto più puramente fisico. Per di più i giovani si sposano e fanno figli sempre più tardi, sostiene l’esperta: ad esempio dati inglesi evidenziano che nel 2013 l’età media per il matrimonio è di 32,5 anni per lui e 30,6 per lei, quasi otto anni in più rispetto al 1973. “Le definizioni di età sono sempre arbitrarie – sottolinea l’autrice del lavoro; ma la nostra attuale definizione di adolescenza è eccessivamente ristretta”. “Il range 10-24 anni si addice meglio allo sviluppo degli adolescenti di oggi”, conclude.

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