L’influenza colpirà 5 milioni di italiani, preoccupa il virus dell’Australia

Saranno almeno 5 milioni gli italiani che, secondo i virologi, si stima saranno colpiti dall’influenza nella stagione 2017-2018, soprattutto anziani e bambini, ed anche se l’imminente picco dei casi non si è ancora registrato le notizie provenienti da altri Paesi non lasciano ben sperare, con il cosiddetto ‘virus australiano’ che desta particolare preoccupazione. A mettere in guardia è il virologo Fabrizio Pregliasco, ricercatore dell’Università di Milano e Direttore sanitario IRCCS Galeazzi, che ribadisce l’importanza della vaccinazione.

Un male di stagione da non sottovalutare, poiché è la terza causa di morte fra le malattie infettive, dopo la tubercolosi e l’Aids. E il 90% dei decessi – ricordano – si registra fra gli anziani, questi spesso preceduti da complicanze che ne determinano l’ospedalizzazione.

Ma cosa possiamo fare per prevenire questo tipo di infezioni? “Oltre alla vaccinazione, le misure più efficaci sono lavarsi frequentemente le mani, coprire la bocca e il naso quando si starnutisce e tossisce e rimanere a casa nei primi giorni di malattia respiratoria febbrile, per non contagiare le persone con cui si viene in contatto”, spiega Pregliasco.

Dopo i bambini, è ora ‘emergenza anziani’ nei Pronto soccorso (Ps) italiani a causa dell’influenza: “I Ps stanno esplodendo e dal 31 dicembre stimiamo un aumento del 15-20% degli accessi anche per gli adulti e soprattutto per gli over-65, con un aumento notevole dei casi di polmonite tra gli anziani come complicanza della sindrome influenzale”. E’ il quadro dell’emergenza in atto tracciato dal presidente della Società italiana di medicina di emergenza urgenza (Simeu), Francesco Rocco Pugliese. In queste ore, ha affermato all’ANSA, “la situazione si conferma grave: dal nord al sud, soprattutto nelle grandi città, i Ps esplodono e ci sono pazienti in attesa nei corridoi e in ogni spazio libero. In alcune realtà delle grandi città, il numero delle persone in attesa nelle’area del Pronto soccorso supera addirittura le 100 unità”. Un ulteriore problema riguarda le barelle delle ambulanze: “In molti casi, specie nelle città, il paziente vi permane per mancanza di spazio al Ps e dunque – sottolinea Pugliese – l’ambulanza non può ripartire”.

Anche se il picco influenzale è atteso dopo l’Epifania, migliaia di italiani sono già bloccati a letto in queste ore per colpa di infezioni ad opera di virus ‘cugini’. “Attualmente, oltre i primi casi di influenza conclamata – precisa Pregliasco – stiamo assistendo, principalmente, alla circolazione di forme parainfluenzali legate agli sbalzi termici, causate da uno dei 262 virus diversi che hanno sintomi meno pesanti dell’influenza stagionale, ma che sono ugualmente debilitanti”.

Per il picco dell’influenza “vera” bisognerà ancora aspettare almeno un mese, ma come distinguerla dagli altri ‘mali di stagione’? “La ‘vera’ influenza – continua Pregliasco – si riconosce perché causa la presenza contemporanea di tre fattori: febbre elevata (più di 38 gradi) ad esordio brusco, sintomi sistemici come dolori muscolari/articolari e sintomi respiratori come tosse, naso che cola, congestione/secrezione nasale o mal di gola”.

“Questi sintomi – osserva – perdurano per diversi giorni e, nei soggetti più deboli, possono insorgere gravi complicanze, purtroppo a volte dall’esito addirittura fatale. Per tutte le altre patologie circolanti nei mesi invernali – conclude – si parla di infezioni respiratorie acute o sindromi parainfluenzali, ugualmente fastidiose, certo, ma non pericolose come può essere l’influenza per alcune categorie o fasce d’età”.

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