Metà della barriera corallina del Giappone è sbiancata

Circa il 50% della maggiore barriera corallina in Giappone, nell’area di Sekisei, a sud dell’arcipelago, era completamente sbiancata alla fine del 2017. Lo rivela il ministero dell’Ambiente nipponico, indicando che il valore è sostanzialmente più basso rispetto al 91,4% dei coralli tra le prefetture di Ishigaki, nell’isola di Okinawa e le isole Iriomote alla fine del 2016, ma è tuttavia preoccupante: “Le temperature medie dei mari rimangono alte, così come la percentuale dei coralli sbiancati, e non possiamo essere ottimisti sul loro recupero” – ha detto il portavoce del ministero, spiegando che i loro ecosistemi non mostrano segnali di guarigione e sono in condizioni critiche.

Lo sbiancamento dei coralli è un fenomeno distruttivo che si verifica con l’aumento della temperatura media dell’acqua e riguarda in particolare il processo di simbiosi tra i polipi del corallo e alcune alghe fotosintetizzanti che li nutrono. Una ricerca precedente del ministero dell’Ambiente condotta nel 2017 aveva rivelato lo sbiancamento del 30% dei coralli nei pressi dell’isola di Okinawa, lungo le isole Amami nella prefettura di Kagoshima, il 10% in più della precedente rilevazione, sempre a causa del riscaldamento degli oceani.

Onu lancia Sos barriere coralline,ora o mai più per salvarle

Negli ultimi tre decenni la metà dei coralli del pianeta è morta a causa del surriscaldamento e dell’acidificazione degli oceani, e questo “è l’anno dell”ora o mai più’ per salvarli”. Lo ha affermato Erik Solheim, a capo del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente, inaugurando l’anno internazionale delle barriere coralline alle isole Fiji insieme al Wwf.

“Abbiamo una piccola finestra in cui possiamo agire per salvare le barriere coralline”, ha detto Solheim. “L’Onu, il Wwf e Paesi come le Fiji stanno chiamando il mondo a fare i passi necessari a risolvere il problema quest’anno”. Se il nemico principale dei coralli è l’aumento della temperatura degli oceani e la loro progressiva acidificazione, a pesare sono anche la pesca eccessiva e l’inquinamento.

“Il crescente problema della plastica nei nostri oceani incombe anche sulla salute della barriera corallina”, ha detto Solheim. “Si è visto che i coralli mangiano microplastiche, mentre detriti di plastica più grandi bloccano la luce, introducono tossine e soffocano o rompono i coralli”

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