Non ti ricordi bene nomi? E’ colpa dell’area sinistra del cervello

Fa parte dell’esperienza quotidiana il dimenticare i nomi. Non il nome di persone qualsiasi, ma spesso i nomi di persone conosciute, a volte anche care. Secondo una ricerca guidata dall’Università di Manchester, sarebbe del lato sinistro del cervello, l’area cruciale per l’espressione verbale della cosiddetta “memoria semantica”.

I ricercatori i hanno analizzato 41 pazienti a cui, per una epilessia di lunga data, era stata asportata una parte del cervello. Queste persone, dopo l’operazione chirurgica, erano potute tornare a lavoro e avevano ricominciato a guidare visto si erano ridotti gli episodi di crisi epilettiche. In seguito sono state mostrate loro delle foto di personaggi famosi, come Brad Pitt o la regina Elisabetta, chiedendo di dare un nome e, in una seconda fase, di decifrare le loro emozioni.

Metà dei partecipanti allo studio era stata operata al lato sinistro del cervello, nel lobo temporale anteriore; l’altra metà nella corrispondente parte del lato destro. I risultati dell’esperimento sono stati confrontati con quelli di altre 20 persone con nessun problema. Come spiega Grace Rice, una delle autrici dello studio, “la ricerca per la prima volta ha mostrato che, almeno per la memoria semantica, entrambi i lati del cervello svolgono un ruolo importante dal punto di vista visivo e verbale. C’era, però, una differenza: quando si trattava di espressione verbale della memoria semantica stessa, che riguardava più la chirurgia sul lato sinistro del cervello”.

Perché dimentichiamo le cose

Dimentichiamo le cose perché la nostra memoria a breve termine non è infinita. Anzi! Per fare spazio a nuove informazioni dobbiamo necessariamente cancellarne delle altre. Una ricerca dell’Università di Cambridge, infatti, mostra come per ricordare qualcosa spesso la nostra mente cancella qualcos’altro.

Ti facciamo un esempio banale, ma pratico. Esci per comprare il latte e appena fuori casa ti ricordi che devi comprare anche la cena. Ti viene in mente una ricetta che hai letto giorni fa sul web. Bene, è molto probabile che tornerai a casa con gli ingredienti per preparare la cena (magari non proprio quelli della ricetta originale), ma senza il latte per la colazione. E pensare che eri uscita proprio per quello!

Questo esempio ci fa riflettere su un altro aspetto della memoria: dimenticare non è un atto passivo ma attivo. Le persone impegnate, infatti, sono quelle che dimenticano con facilità le cose perché continuamente esposte a stimoli e informazioni nuove.

Dimenticare le cose: quando è il caso di preoccuparsi

Se vai a fare la spesa per comprare il latte ed esci con il carrello pieno di pane, pasta e verdura, ma senza latte, non è il caso di preoccuparsi. Ma se mentre vai a fare la spesa, provi un senso di smarrimento e non ti ricordi perché sei uscita di casa e dove stai andando è il caso di fare una riflessione in più.

È normale che con l’avanzare dell’età la memoria perda colpi, perché anche le connessioni dei neuroni invecchiano come il resto del corpo. Ci sono dei sintomi però che non devi sottovalutare. Eccoli:

  • Dimenticare le cose sempre più spesso.
  • Non ricordare il nome, o il numero di telefono, di una persona cara.
  • Dimenticare delle parole o confonderle con altre.
  • Cominciare a scrivere parole comuni con grossi sbagli di ortografia o non ricordarsi come si scrivono correttamente
  • Non riconoscere luoghi conosciuti.
  • Sentirsi spesso confusi e non ricordare come si svolgono azioni quotidiane. Ad esempio trovare difficoltà nel cucinare.
  • Riporre le cose nel posto sbagliato. Ad esempio mettere le chiavi della macchina nella scarpiera.
  • Avere frequenti sbalzi d’umore.

 
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