Seu, la malattia rara che essere letale per i bambini, cause e sintoni

La Seu è considerata una malattia acuta rara, che rappresenta tuttavia la causa più importante di insufficienza renale acuta nell’età pediatrica, in particolare nei primi anni di vita. È caratterizzata dalla comparsa di tre sintomi tipici: anemia emolitica, trombocitopenia e insufficienza renale a causa dei quali molto spesso è necessario ricorrere alla dialisi. Nei bambini la SEU può avere un decorso grave che in alcuni casi può avere esito fatale.

Quando si verificano casi di Seu in comunità scolastiche, scrive l’Istituto Superiore di Sanità sul proprio sito web, specialmente scuole materne e asili nido, occorre prestare particolare attenzione ad evitare che l’infezione si trasmetta ad altri bambini. In tali contesti occorre osservare misure di igiene rigide (igiene personale, lavaggio frequente delle mani, cambio di indumenti che siano venuti a contatto con le feci, sanificazione delle superfici) per evitare che l’infezione possa diffondersi.

La causa – Nel 70-80% dei casi, spiega l’Iss, la Seu è provocata da un’infezione intestinale sostenuta da un batterio capace di produrre nell’intestino una potente tossina che entra nel circolo sanguigno e colpisce soprattutto il rene. Il batterio fa parte della specie Escherichia coli e la tossina viene chiamata vero-citotossina o shiga-tossina. Il batterio viene perciò definito E. coli produttore di verocitotossina o VTEC. Il sierotipo VTEC più importante è E. coli O157. In un numero ridotto di casi la malattia è provocata da cause genetiche

I sintomi – Nelle forme associate ad infezione da VTEC, l’insufficienza renale è preceduta da diarrea (spesso con sangue) e vomito. Nel giro di alcuni giorni la tossina prodotta dal batterio e assorbita attraverso la parete intestinale raggiunge il rene e determina i sintomi di insufficienza renale: oliguria (scarsa produzione di urine) o anuria (assente produzione di urine). Oltre all’insufficienza renale nei pazienti con Seu sono presenti anemia emolitica (globuli rossi frammentati ed emoglobina ridotta) e piastrinopenia (piastrine in numero ridotto).

Come si contrae? I ruminanti, in particolare i bovini, sono frequentemente portatori asintomatici dei VTEC, a livello intestinale. Le loro feci possono quindi contaminare la carne e il latte durante la macellazione e la mungitura. Qualora la carne sia contaminata e venga consumata poco cotta, il germe può essere trasmesso all’uomo. Nel caso del latte, solo il latte non pastorizzato (crudo) può essere veicolo di infezione. E’ possibile, inoltre, che l’infezione venga trasmessa da una persona infetta (con gastroenterite) a una persona sana. Questa modalità di trasmissione è stata frequentemente documentata nelle famiglie con bambini (tra genitori e bambini oppure tra fratelli). Inoltre, l’infezione può avvenire per contatto diretto con gli animali o con acqua e vegetali contaminati da feci di ruminanti. Il periodo di incubazione dell’infezione da VTEC (tempo tra l’ingestione del batterio e l’inizio dei sintomi) è compreso tra 1 e 5 giorni.

La cura – Nelle fasi precoci dell’infezione da VTEC la diarrea è del tutto aspecifica, cioè non presenta caratteristiche particolari che consentono di distinguere quale agente infettante ne sia la causa. Come nella maggior parte delle diarree infettive, la terapia antibiotica non è necessaria e può perfino essere controindicata. E’ opportuno monitorare il quadro ematologico e la funzione renale dei pazienti con sospetta infezione intestinale da VTEC valutando la quantità di urina prodotta e altri segni che possono facilmente essere evidenziati da un normale esame delle urine. Durante la fase di insufficienza renale è indispensabile il ricovero presso un centro ospedaliero specializzato in nefrologia. La dialisi e la plasmaferesi vengono utilizzate per supportare la funzione renale e facilitare l’eliminazione di sostanze tossiche dall’organismo.

 
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