Bpco, nasce il manifesto per migliorare consapevolezza e accessibilità ai percorsi diagnostici

Nasce il “Manifesto sulla Bpco” per migliorare la consapevolezza e l’accessibilità ai percorsi diagnostici contro la Broncopneumopatia cronico ostruttiva, oggi la quarta causa di morte del mondo. Questo è l’obiettivo di alcune organizzazioni di pazienti e rappresentative del mondo sanitario (Pazienti Bpco onlus, Ethesia, Fadoi, Fimmg, Senior Italia-Federanziani, Simg, Simi, Sip, e la Società scientifica dei medici di medicina generale Metis) firmatarie dell’intesa.    L’atto punta a migliorare la consapevolezza sulla patologia e sui fattori di rischio, alla promozione di una maggiore sinergia tra medico di medicina generale e specialista, all’aiuto rivolto al paziente nell’auto-gestione della propria malattia. In Italia la patologia colpisce, secondo dati Istat, il 5,6% delle persone adulte, cioè circa 3,5 milioni di persone, con tassi di incidenza più elevati nelle regioni meridionali.

E’ responsabile del 55% delle morti per malattie respiratorie. “Dal punto di vista del paziente senior è centrale la promozione di una maggiore consapevolezza rispetto a questa patologia – dice il presidente Senior Italia Federanziani Roberto Messina – Purtroppo spesso la mancanza di respiro viene accettata da chi ne soffre come dovuta all’età, come una conseguenza inevitabile del passare degli anni. Ma sappiamo che non è semplicemente così. L’unica certezza che si ha è che, sottovalutando i primi sintomi, si ritarda o si perde del tutto la possibilità di una diagnosi tempestiva e quindi di una presa in carico ottimale”.

Il principale fattore di rischio è il fumo e i sintomi sono così aspecifici (dispnea, tosse cronica e espettorato cronico) che spesso può passare inosservata, tanto che la diagnosi arriva in genere tardiva. Di BPCO non si parla mai abbastanza. La malattia è stata una delle protagoniste del «Respiration Day», la conferenza internazionale dedicata alle malattie respiratorie e organizzata dall’Università di Parma patrocinato dalla Fondazione Chiesi, dal titolo «Breakthroughs in basic and clinical research in chronic respiratory disease»che ha visto la partecipazione di oltre 700 esperti da tutto il mondo.

“La BPCO è una patologia respiratoria caratterizzata da un’infiammazione delle vie aeree, cui conseguono cambiamenti strutturali che causano ostruzione e difficoltà a respirare”, spiega Leonardo M. Fabbri, già Professore di Medicina Interna e Respiratoria presso l’Università di Modena e Reggio Emilia. “Il quadro clinico di un paziente affetto da BPCO può peggiorare repentinamente a causa dell’insorgenza di episodi acuti, detti riacutizzazioni: uno “step verso il basso” delle condizioni di salute, a seguito del quale la ripresa dai sintomi e il recupero della funzionalità respiratoria sono via via più lenti e difficili, a volte impossibili». Fondamentale è quindi evitare, prevenendole, le riacutizzazioni.

“I pazienti con frequenti riacutizzazioni, che hanno un impatto notevole sullo stato di salute, possono inoltre essere supportati da adeguati interventi medici, sempre più guidati dalla specifica caratterizzazione (fenotipizzazione) dei pazienti mediante osservazione della frequenza e tipo delle esacerbazioni e dai biomarcatori”.

Ma la BPCO non viene mai da sola e si accompagna spesso ad altre malattie: “Pertanto, il malato di BPCO è un paziente piuttosto complesso che richiede un costante monitoraggio ed eventuale trattamento non solo delle condizioni respiratorie. Una diagnosi di BPCO dovrebbe mettere in allerta il clinico, perché spesso è un segnale di allarme per altre condizioni croniche, che devono essere trattate adeguatamente”.

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