Il caffè “nuoce alla salute” come le sigarette, chiesta in Usa un’etichetta per rischio cancro

Il caffe’ come le sigarette, un’etichetta deve indicare il rischio di cancro. In California il caffè potrebbe essere servito a breve con un’etichetta “nuoce alla salute” per la presenza di acrilammide, una sostanza potenzialmente cancerogena. A richiederlo già da diversi anni è la no profit Council for Education and Research on Toxics, e secondo la Cnn il prossimo 8 febbraio potrebbe arrivare un decisione definitiva.

L’acrilammide è una sostanza che fa parte della lista di quelle cancerogene, e si produce durante la tostatura del caffè. Secondo le compagnie citate in giudizio la quantità è molto al di sotto dei livelli di sicurezza, mentre gli attivisti hanno richiesto una multa in denaro oltre all’obbligo di esporre il “warning”. “Quello che vogliamo – afferma all’emittente Raphael Metzger, avvocato dell’associazione – è che le compagnie riducano la quantità della sostanza al punto da eliminare del tutto il rischio di cancro”.

Alcune compagnie hanno già accettato un patteggiamento, specificando nelle etichette la presenza dell’acrilammide, mentre per le altre il verdetto sarà appunto l’8 febbraio. Sulla vicenda si era espressa anche l’Iarc, l’agenzia dell’Oms per la ricerca sul cancro, che in una monografia del 2016 ha stabilito che non ci sono prove evidenti che il caffè sia cancerogeno.

Nel 1991 caffè inserito fra sostanze possibilmente cancerogene –  È del 1991 infatti la prima valutazione del potere cancerogeno del caffè. Dopo aver valutato gli studi disponibili fino al 1990, gli esperti avevano concluso inserendo il caffè nel gruppo 2B che raccoglie le sostanze possibilmente cancerogene. Sono 288 e sono inserite in questa lista sulla base di “prove limitate” a supporto del loro potere cancerogeno.

In particolare, il consumo di caffè era stato associato al rischio di sviluppare il tumore alla vescica urinaria sulla base di “prove limitate”. Inoltre gli studi esaminati avevano suggerito un’assenza di correlazione con il tumore al seno e all’intestino crasso. Infine le prove che suggerivano un legame con il tumore al pancreas, alle ovaie e ad altri organi erano “inadeguate”. Meglio era andata al tè, inserito nel Gruppo 3, quello delle sostanze non classificabili in relazione alla sua cancerogenicità.

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