Dieta anti-emorroidi: cosa mangiare e come ridurre i sintomi

Quello delle emorroidi è un problema più frequente di quanto si possa pensare. Ad esserne colpito, infatti, è il 10% della popolazione mondiale adulta, laddove l’incidenza è maggiore tra chi ha superato i 50 anni di età e vive in una delle aree più sviluppate del pianeta. Sono in molti dunque a soffrirne, ma non tutti sono disposti a parlarne con il proprio medico, vuoi per paura o per la semplice vergogna di sottoporsi ad una visita. Eppure si tratta di un disturbo fastidioso quanto facile da curare e prevenire, ricorrendo a sistemi semplici ed indolori.

Emorroidi e alimentazione

Un’alimentazione scorretta e la stitichezza sono fattori scatenanti e aggravanti della malattia emorroidaria. La prima raccomandazione è quindi quella di seguire un regime alimentare equilibrato come, per esempio, quello proposto dalla dieta italiana; un’alimentazione corretta dovrebbe anche scongiurare un quadro di stipsi cronica, disturbo che, come accennavamo poco sopra, aggrava il quadro sintomatico dei disturbi emorroidari dal momento che un’evacuazione difficoltosa dovuta alla durezza e alla secchezza delle feci è causa di un aumento sia della pressione intraddominale sia dell’afflusso sanguigno nei vasi dell’ano con conseguente processo infiammatorio e/o rottura di questi ultimi. Inoltre, evacuazioni di feci di scarse dimensioni, tipiche nei quadri stiptici, non permettono un’adeguata dilatazione dello sfintere anale con conseguente restringimento e inadeguata circolazione locale del sangue. È quindi fondamentale regolarizzare la funzione intestinale e avere evacuazioni di normali dimensioni.

Prevenire le emorroidi e ridurre i sintomi delle emorroidi, seguire questi suggerimenti: Mangiare cibi ricchi di fibre. Mangiare più frutta ( in particolare frutti che migliorano il microcircolo, come i mirtilli), verdura e cereali integrali. In questo modo si ammorbidiscono le feci e ne aumenta la massa, che vi aiuterà a evitare la colatura che può causare emorroidi o peggiorare i sintomi di emorroidi esistenti. Aggiungere fibra alla vostra dieta in modo graduale, per evitare problemi con il gas intestinale.

Bere molti liquidi. Bere da sei a otto bicchieri di acqua e di altri liquidi (non alcolici) ogni giorno per aiutare a mantenere feci molli. Considerare integratori di fibre. La maggior parte delle persone non ricevono abbastanza della quantità raccomandata di fibra – 25 grammi al giorno per le donne e di 38 grammi al giorno per gli uomini – nella loro alimentazione. Studi hanno dimostrato che gli integratori di fibre possono migliorare i sintomi generali e il sanguinamento da emorroidi. Questi prodotti aiutano a mantenere feci molli e regolari. Se si utilizzano integratori di fibre, assicuratevi di bere almeno otto bicchieri di acqua o altri liquidi ogni giorno. In caso contrario, gli integratori possono causare stipsi o peggiorare la stipsi.

Evitare alcolici (specie superalcolici, vino rosso);Evitare un consumo eccessivo di caffè; Eliminare dall’alimentazione di tutti i giorni o mangiare in modo limitato tutti i cibi considerati particolarmente dannosi per le emorroidi, quali cioccolato, peperoncino, cibi grassi ed elaborati, ecc.; Evitare il fumo

Emorroidi le cause
Diversi sono i fattori che possono essere considerati all’origine del dolore emorroidale. In molti casi si tratta di una semplice distensione delle pareti venose, che si trovano a livello dell’ultima porzione del retto e che fisiologicamente tendono a dilatarsi a causa della pressione sanguigna che giunge nella parte distale del corpo. Il rigonfiamento delle vene porta di conseguenza ad un rallentamento del flusso sanguigno, che può essere considerato l’anticamera della formazione di coaguli.

A determinare questo prolungato stato di pressione all’origine dell’inturgidimento delle emorroidi possono essere diversi fattori come l’obesità e tutti gli stati di stitichezza prolungata nel tempo. Tipico è il caso delle donne in gravidanza che vanno spesso incontro ad episodi di emorroidi in grado di regredire spontaneamente, malgrado si tratti di un fastidio che colpisce prevalentemente la popolazione maschile adulta. All’origine della stipsi ostinata può esserci un tipo di alimentazione scorretta, che fa uso eccessivo di spezie, cioccolata, cibi troppo piccanti, bevande alcoliche e pietanze troppo elaborate che rallentano la digestione. In alcuni casi le emorroidi possono associarsi a malattie cardiache o essere considerate un segno precoce di tumore.

Il dolore vero e proprio che si avverte in caso di strozzamento delle emorroidi non è determinato dallo sfintere dell’ano, come si potrebbe erroneamente pensare, ma dalla trombosi, cioè dall’ostruzione della circolazione sanguigna a livello della vena in cui confluisce il sangue proveniente dalle emorroidi. L’ostruzione fa sì che i cuscinetti emorroidali si gonfino provocando dolore. La procedura che si segue nei casi di emergenza, per alleviare il dolore, comporta la pratica di una piccola incisione che permette la fuoriuscita del coagulo. Tale operazione, che può essere praticata solo in ambiente ospedaliero, non può essere considerata però risolutiva nei confronti della malattia.

Emorroidi sintomi

Non è rara la condizione per cui le emorroidi non determinano alcun disturbo, e in questo caso si parla di emorroidi cieche. Più spesso però la sintomatologia comune comporta una modesta perdita di sangue a ogni emissione di feci, prurito, bruciore e senso di peso rettale. Il sanguinamento può anche essere indipendente dalla defecazione, così come può colorare le feci. L’aspetto principale a cui riservare la giusta attenzione è il colore del sangue, che in questo caso dovrà essere rosso vivo, in quanto proveniente dall’ultimo tratto del canale intestinale.

La regola generale, infatti, vuole che più scuro è il colore delle perdite ematiche, più interna è la sede all’origine del sanguinamento. Il dolore è un ulteriore sintomo che si associa comunemente a questa patologia e può presentare diversi gradi di intensità, dal semplice fastidio, durante l’evacuazione o da seduti, al dolore lancinante, nel caso in cui le emorroidi risultino infiammate. A prescindere dal tipo di sintomatologia che può essere avvertita e che può presentare le dovute differenza da un caso all’altro, è sempre consigliabile rivolgersi ad un medico specialista, piuttosto che affidarsi a cure casalinghe, il più delle volte inutili, se non controproducenti.

I consigli e l’intervento di un medico esperto invece possono aiutare a superare con facilità questo tipo di disturbi anali, permettendo di tornare rapidamente alle abitudini di una vita sana e normale. Sebbene ogni caso clinico possa presentare caratteristiche specifiche e particolari, si può dire che i sintomi più comuni, osservabili sia nelle emorroidi interne che in quelle esterne sono: sanguinamento rettale, dolore, prurito ed irritazione.

 
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