Elezioni: Energia da biomasse solide assente nei programmi elettorali

Abbiamo letto con attenzione i programmi dei partiti in vista delle prossime elezioni del 4 marzo: l’assenza di proposte concrete per le agro-energie e, in particolare per la promozione delle biomasse solide, preoccupa molto il nostro settore.” Con queste parole Simone Tonon, presidente dell’Associazione EBS-Energia da Biomasse Solide, commenta i punti principali dei programmi elettorali presentati dai maggiori partiti politici.

“C’è, sì una maggiore attenzione allo sviluppo delle tecnologie più mature come fotovoltaico ed eolico ma, comunque, la gestione sostenibile di ambiente ed energia e la valorizzazione delle risorse locali, come le biomasse solide ampiamente disponibili sul nostro territorio, non risultano essere tra le priorità e quindi non considerate temi in grado di spostare voti. L’attenzione elettorale è focalizzata sul breve periodo, mentre queste tematiche richiedono un orizzonte temporale più esteso.”

EBS – che raggruppa più della metà degli operatori del settore, con una potenza complessiva installata di oltre 300 MW e un impiego di circa 3 milioni di tonnellate annue di biomassa solida – ribadisce la necessità di rendere ancora più centrale, nella politica energetica nazionale, la posizione delle agro-energie e sempre più delle biomasse solide. Queste, infatti, sono caratterizzate da elementi unici che non possono essere ignorati, soprattutto guardando al contribuito sotto i profili socio-economico, ambientale, di gestione del territorio e di integrazione sinergica con il mondo agricolo e forestale.

“Inoltre, non possiamo che condividere l’intervento di Luca Bianchi – capo dipartimento delle Politiche competitive, della qualità agroalimentare, ippiche e della pesca del MIPAAF – durante l’evento Biogas Italy 2018” aggiunge Tonon. “Concordiamo pienamente con Bianchi quando parla della sottovalutazione del valore delle biomasse all’interno della Strategia Energetica Nazionale (SEN) e del ritardo nella pubblicazione del decreto FER non fotovoltaiche, che sta creando incertezze e prolungando una preoccupante stasi nel settore di determinate rinnovabili i cui negativi effetti, in termini di riduzione di capacità installata, diverranno ancor più evidenti e consistenti nei prossimi anni.”

Infine, l’Associazione sottolinea i punti di forza dei propri impianti che, grazie alla loro azione sul territorio e alla loro struttura, consentono di mitigare e spesso prevenire i costi e i danni ambientali in relazione ai rischi naturali come quelli idrogeologici o d’incendio. Per questo, secondo EBS, una programmazione con una visione di lungo periodo contribuirebbe a riaccendere la fiducia degli investitori per una tecnologia, come la generazione elettrica da biomasse solide, già in passato oggetto di provvedimenti incoerenti.

 

 
Condividi questo articolo: 




Altre Notizie