Ictus nemico delle donne, più a rischio e fa più vittime

Pochi lo sanno, ma l’ictus colpisce in misura maggiore le donne che gli uomini. E soprattutto è tutt’altro che un evento della terza età. L’ictus rappresenta la quinta causa di morte per il sesso forte e la terza per le donne. E purtroppo è anche la prima causa di grave invalidità e di morte precoce in entrambi i generi, maschile e femminile. Sono state identificate anche alcune potenziali disparità di trattamento che potrebbero portare a una prevenzione peggiore dell’ictus nelle donne: ad esempio sembra che alle donne con colesterolo alto siano meno prescritte le statine.

Questi i fattori di rischio esclusivamente femminili: innanzitutto il pericolo per la donna sale se ha avuto uno sviluppo precoce (primo ciclo prima dei 10 anni) e una menopausa precoce (prima dei 45 anni). Altro fattore risultato pericoloso per lei è una carenza dell’ormone DHEAS, un ormone androgeno; e ancora, l’assunzione di ormoni estrogeni o della pillola anticoncezionale. Altri fattori sono le complicanze in gravidanza come il diabete e la pre-eclampsia (pressione alta).

Donne che presentano uno o più di questi fattori contemporaneamente, spiega un autore Kathryn Rexrode, “dovrebbero essere monitorate con attenzione ed essere consapevoli di avere un rischio ictus maggiore, ed essere motivate ad adottare più sani stili di vita per diminuire il loro rischio”. Anche gli esiti dell’ictus a 12 mesi dall’evento sono diversi nei due sessi: le donne presentano più limitazioni fisiche dei maschi, più depressione e minore qualità di vita.

Inoltre, studi già pubblicati, sottolinea Rexrode, suggeriscono che fattori di rischio comuni a entrambi i sessi come diabete, obesità ed emicrania, potrebbero essere più pericolosi per lei che per lui. In futuro bisognerà valutare l’utilità di intensificare i trattamenti preventivi per lei per compensare il suo maggiore rischio di ictus

Saper riconoscere i sintomi dell’ictus – Il tempo è cervello, si usa dire: riconoscere i sintomi di un ictus e fare rapidamente la cosa giusta salva la vita al paziente e a chi gli vive accanto. Molto spesso l’ictus è preceduto da segni premonitori, che chiamiamo TIA (attacchi ischemici cerebrali transitori), che consistono nella perdita temporanea e breve di una funzione del corpo, che viene poi recuperata in pochi secondi o minuti: da non sottovalutare, perché i TIA sono campanelli d’allarme, come lo “sciame”, brevi scosse di terremoto che precedono l’evento catastrofico: vertigini, perdita di una parte del campo visivo, confusione e incapacità di riconoscere le persone che ci stanno intorno, disorientamento spazio temporale.

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