Influenza killer, superati i 100 morti da settembre ad oggi

Da settembre ad oggi, ben 11 bambini sotto i 14 anni, sono morti a causa del virus. Mentre considerando anche gli adulti, sono state ben 112 le persone decedute e 588 i casi gravi che hanno previsto il ricovero in terapia intensiva. Fra questi ci sono stati anche due donne in gravidanza decedute. Ad aggiornare le stime è il bollettino settimanale Flunews, a cura dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss).

In particolare, nell’ultima settimana, la sesta del 2018, sono stati segnalati 12 casi gravi e 1 decesso, ma i dati sono in continuo aggiornamento. Praticamente tutti casi evitabili attraverso la vaccinazione, secondo gli esperti dell’Iss, perché seppure il vaccino non sempre evita l’influenza, ne previene le forme più severe. Quanto agli 11 bambini e ragazzi con meno di 14 anni deceduti, presentavano tutti condizioni di rischio. Diversamente dallo scorso anno, i livelli di mortalità negli ultrasessantacinquenni sono invece al di sotto dell’atteso. Sono però, precisano gli esperti, numeri sottostimati perché riguardano solo i casi in cui l’influenza è stata confermata da esame di laboratorio.

Spesso sottovalutata, l’influenza uccide principalmente perché può provocare una polmonite virale primaria, quando il virus influenzale arriva direttamente ai polmoni e può essere letale, soprattutto per persone con condizioni di rischio preesistenti, come malattie cardiache e malattie respiratorie croniche. Ma può anche uccidere per le conseguenze che provoca, indebolendo l’organismo e rendendolo più esposto a infezioni batteriche, come la ‘classica’ polmonite da pneumococco.

Per la prima volta dalla stagione 2009/2010 – rileva l’Iss – tutte le regioni italiane, escluso il Molise, riportano la presenza di casi gravi confermati di influenza. Il 57% delle infezioni più serie si è registrato fra gli uomini; l’età media dei pazienti più gravi è 61 anni e l’85% presentava almeno una condizione di rischio predisponente il complicarsi delle condizioni cliniche (diabete, tumori, malattie cardiovascolari, malattie respiratorie croniche e così via).

Tutti i malati gravi sono stati ricoverati in un’Unità di terapia intensiva e/o subintensiva; 257 sono stati intubati e 50 hanno avuto bisogno dell’Ecmo, la macchina cuore-polmone per l’ossigenazione extracorporea a membrana. Nel 49% dei casi gravi è stato isolato il virus A/H1N1pdm09, nel 43% il virus B, nel 7% un virus A non tipizzato e nell’1% il virus A/H3N2. Il 92% dei decessi, uno dei quali importato – analizza ancora il report – si è verificato in persone di età superiore ai 25 anni e in 11 casi i deceduti non presentavano condizioni di rischio preesistenti.

Nel 55% dei casi di morte è stato isolato il virus A/H1N1pdm09, nel 36% il virus B e nel 9% virus A non sottotipizzati. Nel complesso – sottolinea il bollettino – nella popolazione generale hanno dominato i ceppi di tipo B, mentre nell’ambito dei virus A prevalgono i ceppi A/H1N1pdm09. L’Iss prevede che “l’attività influenzale continuerà probabilmente ancora per alcune settimane”.

 

Di seguito è riportato un riepilogo degli indicatori disponibili:

  • Casi gravi: dall’inizio della sorveglianza (settembre 2017) sono 588 i casi gravi da influenza confermata in soggetti ricoverati in terapia intensiva, 115 dei quali sono deceduti. Nell’ultima settimana (6/2018) sono stati segnalati 12 casi gravi e 1 decesso, ma i dati sono in continuo aggiornamento
  • Mortalità: durante la quinta settimana del 2018 la mortalità è stata lievemente inferiore al dato atteso, con una media giornaliera di 234 decessi rispetto ai 248 attesi
  • InfluWeb: durante la sesta settimana del 2018, circa il 73% dei casi di sindrome simil-influenzale riferisce di non essere stato visitato da un medico del Servizio sanitario nazionale ma di aver avuto una sindrome simil-influenzale
  • InfluNet-Epi: durante la sesta settimana del 2018 sono 634 mila i casi di sindrome simil-influenzale che si sono rivolti al medico di medicina generale o pediatra di libera scelta, per un totale dall’inizio della sorveglianza di circa 6,7 milioni
  • InfluNet-Vir: durante la sesta settimana del 2018 rimangono dominanti i ceppi di tipo B, per lo più appartenenti al lineaggio B/Yamagata, contenuto solo nel vaccino quadrivalente. Dall’inizio della stagione di sorveglianza virologica, i virus di tipo B rappresentano nel complesso il 65%, mentre nell’ambito dei virus A (35%) prevalgono i ceppi A/H1N1pdm09 (88%).

 
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