L’igiene orale migliora anche il controllo del diabete, ecco come salvare salute e sorriso

Parodontite e diabete di tipo 2 : una ‘relazione pericolosa’ che rischia di togliere il sorriso. Infatti, molti diabetici vanno incontro a questa patologia, ma vale anche il contrario. La buona notizia, però, e’ che migliorando la salute orale migliora anche il controllo dei livelli glicemici. E’ quanto emerge da uno studio dell’Università di Barcellona, pubblicato sulla rivista Journal of Clinical Periodontology.

La ricerca è stata condotta su 90 pazienti con diabete di tipo 2 che hanno ricevuto trattamenti per migliorare la salute orale per sei mesi. Durante questo periodo, sono stati sottoposti anche all’esame dell’emoglobina glicata, nonché a test per individuare la presenza di popolazioni di batteri orali che causano la parodontite, oltre che al controllo di altri parametri clinici.

I pazienti diabetici hanno un problema collegato al metabolismo glucidico, che causa un’elevata quantità di glucosio in circolo nel sangue. Il diabete di per sé può essere tenuto sotto controllo, ma le complicanze conseguenti alla malattia sono varie e riguardano anche i tessuti della bocca. Sono frequentissimi i casi di parodontite nei pazienti diabetici, legati all’abbassamento delle difese immunitarie e all’alterazione della capacità di risposta agli agenti infettivi batterici causati dal diabete. Questi due fattori insieme infatti facilitano l’insorgenza di gengiviti e parodontiti, così come di sanguinamento gengivale, problema aggravato anche dalla ridotta capacità di coagulazione del sangue.

I diabetici sono dunque più predisposti ad ammalarsi e hanno una minor capacità di proteggere le mucose orali, con un conseguente aumento delle infezioni batteriche anche a livello di colletto gengivale: da qui poi conseguentemente si sviluppa un’infiltrazione batterica sottogengivale che dà il via all’infiammazione parodontale dei tessuti del parodonto.

Se si prendono in esame i sintomi conseguenti al diabete, si può anche facilmente intuire come la parodontite sia una delle complicanze più comuni e frequenti: da un lato, la ridotta capacità delle difese immunitarie del diabetico di reagire alle infezioni batteriche, dall’altro, l’alterazione del metabolismo glucidico che cambia il pH buccale, favorendo la deposizione di placca e tartaro con l’insorgenza di carie e processi infettivi subgengivali.

Sono stati eseguiti diversi studi scientifici che hanno permesso di mettere in relazione l’aumentata probabilità di sviluppare una parodontite nei pazienti affetti da diabete, come ad esempio lo studio effettuato dai ricercatori spagnoli dell’Università Complutense di Madrid, in cooperazione con il Dr. Bascones, effettuati anche nel tentativo di trovare una terapia diversa da quella convenzionale.

A supporto della tesi secondo la quale il diabete inneschi un quadro parodontologico che cronicizza compromettendo l’equilibrio della glicemia e scatenando un circolo vizioso patologico, vi sono anche altri studi condotti dal Dipartimento di Endocrinologia dello Yeungnam University Hospital che confermano la correlazione tra le due problematiche.

Nel mondo infatti circa il 6,4% della popolazione è affetta da diabete, di cui l’85-90% è affetto da diabete tipo 2: la parodontite è considerata la sesta complicanza della malattia, il che significa che ha un’incidenza di comparsa pari al 75% nei pazienti diabetici rispetto ai soggetti sani. Con la consapevolezza che le due patologie sono estremamente correlate tra loro, è importante che il paziente diabetico richieda immediatamente una visita specialistica odontoiatrica alle prime avvisaglie di sanguinamento gengivale.

L’igiene orale deve rappresentare uno step imprescindibile per il diabetico, ma le normali norme di pulizia dentale possono non essere sufficienti, per questo diventa indispensabile un controllo periodico presso il proprio odontoiatra di fiducia. Il trattamento di rimozione professionale di placca e tartaro (igiene dentale), se effettuato periodicamente, può ad esempio ridurre l’incidenza della parodontite e le conseguenti infiammazioni e infezioni dei tessuti molli orali, riducendo quindi anche il rischio che si inneschi tutto il processo patologico alla base della parodontite diabetica. Inoltre l’odontoiatra può assicurare una corretta disinfezione del cavo orale anche all’interno degli anfratti interdentali o nelle zone più difficili o impossibili da raggiungere con il classico spazzolino, che il paziente diabetico (e non), da solo, non potrà mai pulire.

I trattamento professionali di root-planning, infine, possono migliorare la salute gengivale e salvaguardare quella dentale grazie alla rimozione del tartaro anche a livello della radice, fin sotto il solco gengivale. Questi trattamenti oggi, grazie all’utilizzo del microscopio operatorio, possono finalmente essere realizzati anche in maniera non chirurgica e non invasiva, assicurando la disinfezione delle radici dei denti dai batteri parodontali in maniera profonda e definitiva. “Infine – spiega uno degli autori della ricerca, José López López – è che il trattamento non chirurgico della parodontite migliora lo stato glicemico e i livelli di emoglobina glicata, e quindi lo studio dimostra la grande importanza della salute orale in questi pazienti

 
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