Scoperta sul web ‘La Bibbia’ dei pedofili: il materiale choc era catalogato “minuziosamente”

Un archivio informatico con nome in codice “La Bibbia” contenente migliaia di immagini pedopornografiche è stato scoperto su internet, nel DeepWeb, nel corso di una complessa indagine della Polizia Postale e delle Comunicazioni di Salerno che su segnalazione di un cittadino ha avviato le indagini eseguendo 37 decreti di perquisizione personale, domiciliare e informatica in Campania e in altre 13 regioni italiane su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Salerno.

La complessa attività investigativa, interamente svolta dalla Sezione di Salerno della Polizia Postale è culminata nella scoperta della catalogazione dei files illeciti e nella individuazione di coloro che, nel tempo, avevano costituito, divulgato e implementato le cartelle informatiche.

Si tratta di circa 50 persone che, mediante chat private, erano solite scambiare materiale pedopornografico, al fine di arricchire l’archivio online. Nell’archivio, come emerso dalle indagini, c’erano migliaia di file e video ritraenti donne, soprattutto adolescenti, nude o in pose provocanti. Il materiale choc era catalogato “minuziosamente”, ogni cartella infatti aveva un titolo per “agevolare la consultazione”.

In alcuni casi, come ricostruito dagli agenti, c’erano riportati tutti gli elementi utili per risalire alla persona ritratta, come nome e cognome ma anche riferimenti telefonici e indirizzo, in altri casi invece venivano pubblicate informazioni private, in altri ancora le foto erano state acquisite tramite social network.

Nel corso dell’indagine, gli agenti sono riusciti anche a chiarire “l’apporto dato all’archivio informatico da parte dei partecipanti alla chat” e sono risaliti così a chi inviava le foto della ex o le foto della sorella minore di 12 anni o a chi le sottraeva da profili pubblici. Nel mirino anche un tecnico di un centro di assistenza che aveva estrapolato le immagini da telefoni e computer in riparazione.

Secondo quanto si sottolinea in una nota del procuratore di Salerno, Corrado Lembo, “le condotte illecite contestate agli indagati non possono semplicemente essere ricondotte alla sola creazione del più grande archivio pedopornografico e pornografico sul territorio nazionale”, infatti “l’obiettivo ulteriore degli indagati consisteva nel rendere possibile, attraverso l’identificazione, ogni forma di molestia e di gogna mediatica”.

Trentatré persone denunciate per detenzione di materiale pedopornografico, arresto in flagranza per detenzione di ingente quantità di materiale pedopornografico di due indagati e un arresto per produzione, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti o psicotrope, sequestro di centinaia di supporti informatici contenenti migliaia di file pedopornografici. E’ il bilancio delle attività eseguite su tutto il territorio nazionale nell’ambito dell’indagine coordinata dalla procura di Salerno.

Le perquisizioni disposte dalla procura di Salerno in 14 Regioni (Campania, Lazio, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Puglia, Sicilia, Calabria, Marche, Abruzzo, Toscana, Liguria, Trentino Alto Adige e Veneto) hanno impegnato circa 200 ufficiali di pg della polizia postale, coordinati dal Centro nazionale di contrasto alla pedopornografia online del servizio polizia delle comunicazioni di Roma.

 
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