I 20 anni del Viagra, un consumatore su 4 ha meno di 40 anni

Vent’anni fa, con l’approvazione da parte dell’Fda il 27 marzo del 1998, iniziava l”era’ del Viagra, la pillola blu più famosa al mondo. Un farmaco, ricordano gli esperti, che è riuscito a cambiare anche il modo di vedere una malattia, al punto da ‘portare’ per la prima volta anche le donne negli studi degli andrologi.

Un consumatore su 4 ha meno di 40 anni. Ha rivitalizzato uomini ormai sfiduciati. Ma pure contribuito a rovinare alcune famiglie. Il capostipite dei farmaci utilizzati per la cura della disfunzione erettile «rappresenta il simbolo della seconda rivoluzione sessuale, dopo quella innescata dalla pillola anticoncezionale», per dirla con le parole di Giuseppe Morgia, direttore della clinica urologica dell’azienda ospedaliero-universitaria di Catania.

Ma se da una parte c’è il successo, dall’altra emerge una fonte di preoccupazione. La possibilità di trattare la disfunzione erettile ha portato allo smascheramento di una condizione di cui gli uomini prima faticavano a parlare. D’altra parte, però, il cambiamento radicale nelle abitudini degli uomini italiani ha contribuito a far nascere alcuni eccessi: come l’utilizzo del Viagra anche tra chi non ne avrebbe bisogno, che lo assume soltanto per «potenziare» le proprie performance, comunque sufficienti. Come se si trattasse di un afrodisiaco, in sintesi, e non di un farmaco.

Si sta dunque assistendo a un’ascesa del fenomeno delle vendite illegali, che permette ai «consumer» – che gli specialisti distinguono dai pazienti – di acquistare il Viagra anche senza ricetta. A contribuire all’aumento dei consumi negli under 40 (pari a uno su quattro) sono però pure i cattivi stili di vita. L’obesità, il fumo, l’abuso di sostanze alcoliche e la scarsa attività fisica hanno ripercussioni negative anche sulla salute: non soltanto sessuale. Al punto che Mirone sottolinea: «Simili scelte portano a un calo dei livelli di testosterone. Da qui ha inizio una cascata di eventi che porta alla composizione del quadro tipico della sindrome metabolica, di cui la disfunzione erettile è un sintomo».

Il sildenafil, il principio attivo del farmaco, era studiato dall’azienda Pfizer come rimedio contro l’angina per la sua azione di dilatazione dei vasi sanguigni ottenuta bloccando una proteina chiamata Pde-5. Nei test sull’uomo dei primi anni ’90 i miglioramenti del problema cardiovascolare sono risultati minimi, ma si è notato l’effetto collaterale dell’aumento delle erezioni. Da qui l’utilizzo ‘principe’ del farmaco, di cui secondo gli ultimi dati disponibili sarebbero state vendute in Italia 86 milioni di pillole nei primi 18 anni di commercializzazione, che in Europa è avvenuta pochi mesi dopo gli Usa. ”

Vent’anni fa si parlava solo di impotenza, fu proprio il Viagra a introdurre il concetto di disfunzione erettile – racconta Alessandro Palmieri, presidente della Società Italiana di Andrologia -. Per il medico l’arrivo del farmaco ha voluto dire avere finalmente un’arma a disposizione contro il problema, mentre finalmente i pazienti sono ‘usciti allo scoperto’, mentre prima non ne parlavano. Addirittura sono state le coppie, e non solo gli uomini, ad entrare negli studi, e questa è stata una rivoluzione”

 
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