Logopedia: un superlinguaggio per 800 mila italiani che non parlano

Si chiama Comunicazione Aumentativa Alternativa (Caa) il superlinguaggio che aiuta 800 mila italiani impossibilitati a parlare. Si tratta dell’insieme di modalità, strategie e tecnologie che possono migliorare la capacità di comunicare di una persona e sarà al centro della giornata europea della logopedia, il 6 marzo con l’iniziativa “Senti chi (non) parla”. Per l’Italia è prevista una settimana di consulti contattando la Federazione Logopedisti Italiani (Fli), dal 5 al 9 marzo.

“La Caa – spiega Tiziana Rossetto, presidente Fli – è un mondo complesso che comprende l’uso di tabelle di immagini e lettere, gesti, oggetti, dispositivi ad uscita vocale. Ad esempio, si possono usare i residui vocali del soggetto rinforzandoli con l’uso di immagini simboliche. Il ventaglio di opportunità va dalla Lingua dei Segni alle tecnologie assistive, dalla chiusura delle palpebre all’uso di simboli come i Wls (Widgit Literacy Symbols), simboli realizzati con grafica essenziale per esprimere un singolo concetto”.

Il superlinguaggio: comunicare senza parlare. “Comunicare senza mai parlare può sembrare impossibile ma è invece una realtà per milioni di persone in tutto il mondo grazie alla Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA), una sorta di ‘superlinguaggio’ che permette a chi, per vari motivi, è impossibilitato, a parlare e comunicare con la realtà circostante. Una condizione patologica che riguarda l’1.3% della popolazione, quindi circa 800 mila persone in Italia. Un dato omogeneo in tutta Europa. Non solo. La CAA entra a pieno titolo anche al di fuori del mondo della disabilità, ad esempio nei casi di bilinguismo per sostenere l’apprendimento della nuova lingua L2. I logopedisti hanno usato tabelle di comunicazione e strumenti specifici anche nei campi di accoglienza dei migranti durante l’emergenza profughi in Europa”.

Può aiutare bambini e adulti che hanno una disabilità congenita (paralisi cerebrale, disabilità intellettiva, disturbo dello spettro autistico), oppure una disabilità acquisita (ictus, trauma cranico) o ancora un disturbo degenerativo, ad esempio, malattie del motoneurone, morbo di Parkinson, o una difficoltà temporanea come la sindrome di Guillain-Barré). La Federazione Logopedisti Italiani si può contattare sul web (www.fli.it) e su Facebook.

 
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