Mal di testa, 7 consigli per prevenire gli attacchi

Il mal di testa, detto anche cefalea, è un disturbo molto diffuso nella popolazione che colpisce, almeno una volta nella vita, circa il 90% delle persone.

La cefalea è quindi il termine generico entro cui si raggruppano tutte le tipologie di dolori alla testa esistenti. La terza classificazione internazionale delle cefalee, ovvero quella attualmente in uso, è formata da 14 capitoli ognuno dei quali affronta un tipo di cefalea differente. Il primo capitolo è dedicato all’emicrania, ovvero la più importante delle cefalee, «un disturbo del sistema nervoso centrale che coinvolge alcuni neurotrasmettitori e alcuni circuiti del dolore e che ha delle caratteristiche ben precise che devono essere rispettate per poter porre la diagnosi», spiega il dottor Tullo.

Il dolore deve durare tra le 4 e le 72 ore e avere almeno due delle seguenti quattro caratteristiche: il dolore deve avere localizzazione unilaterale, deve essere di tipo pulsante, di intensità media o forte e aggravato da attività fisiche di routine come camminare o salire le scale. A queste caratteristiche solitamente si aggiungono almeno uno di questi sintomi: nausea o vomito, fotofobia e fonofobia. «Le emicranie, infine, vengono divise in emicranie senza aura, ovvero quelle che in passato venivano chiamate emicranie comuni, ed emicranie con aura, ovvero quelle che in passato venivano definite “emicranie complicate”. In queste ultime, a differenza delle prime, il dolore emicranico viene preceduto da uno o più disturbi della vista, della parola, della sensibilità e motori che solitamente durano tra i 20 e i 60 minuti, per poi lasciare spazio alla comparsa del dolore alla testa».

7 consigli per prevenire gli attacchi di mal di testa:

dormire con regolarità 7-8 ore per notte

migliorare la postura soprattutto al lavoro (stare quindi seduti correttamente senza curvare la colonna vertebrale

in ufficio o in auto o anche sul divano in casa)

evitare di esporsi a luci (solari o artificiali) o odori (deodoranti ambientali) troppo intensi

riposare ogni tanto la vista quando si lavora al computer

imparare tecniche per rilassare il corpo o praticare regolarmente una disciplina anti-stress come yoga o nuoto

evitare gli sbalzi di temperatura

mantenere una costante idratazione e un’alimentazione regolare, evitando di saltare i pasti

Un aiuto può arrivare dall’automassaggio. Ecco come si effettua:

Eseguire movimenti circolari lenti sulle tempie con una leggera pressione mediante le dita partendo dal lato delle orecchie verso l’esterno per qualche minuto; seguire il disegno delle sopracciglia con i pollici spingendo delicatamente verso l’alto, dal lato interno verso quello esterno e includendo anche il cerchio oculare; appoggiare i pollici nella zona della nuca e tracciare piccoli cerchi premendo delicatamente con la punta delle dita fino a notare il sollievo. Quando arriva la crisi insieme all’automassaggio va ovviamente valutato l’uso dell’analgesico sulla base dell’intensità, evitando l’abuso di analgesici che possono cronicizzare la cefalea. La terapia preventiva farmacologica e alternativa è indispensabile per evitare che il disturbo possa passare dalla fase episodica a quella cronica con più di 15 giorni al mese di cefalea.

 
Condividi questo articolo: 


Altre Notizie