Malaria, scoperto nuovi anticorpi che la bloccano sul nascere

Un’importante scoperta nella lotta alla malaria arriva dalla Svizzera ed è stata pubblicata sull’ultimo numero dell’autorevole rivista Nature Medicine. Un’equipe dell’Istituto di Ricerca in Biomedicina (IRB) di Bellinzona, affiliato all’Università della Svizzera italiana, è riuscito ad isolare un nuovo tipo di anticorpi che bloccano il parassita della malaria nella fase iniziale dell’infezione, ancor prima che l’infezione arrivi al fegato, conferendo un’immunità sterilizzante.

Questi anticorpi – si legge in un comunicato – si legano alla superficie degli sporozoiti, i parassiti che provocano la malaria. Il parassita Plasmodium falciparum, che causa la forma più grave della malattia, provoca circa 400.000 morti all’anno nel mondo. La zanzara anofele vettore principale di trasmissione degli sporozoiti, ne inietta un piccolo numero che raggiunge il fegato e provoca una grave infezione dei globuli rossi. Il team svizzero ha isolato una serie di anticorpi, da individui che sono risultati protetti da vaccini sperimentali, che potranno essere sfruttati per produrre un vaccino di seconda generazione.

Lo stesso team svizzero aveva riferito, in due lavori pubblicati in precedenza sulla prestigiosa rivista Nature, un nuovo meccanismo molecolare che genera anticorpi ad ampio spettro in grado di legare i globuli rossi infetti dal parassita e quindi di tenere sotto controllo l’infezione. Il nuovo studio descrive invece anticorpi in grado di bloccare l’infezione sul nascere.

Una porzione della proteina di superficie degli sporozoiti (CSP) è alla base dell’attuale vaccino (RTS,S), che purtroppo ha solo una modesta efficacia nel prevenire l’infezione. Per questo motivo sono stati testati vaccini sperimentali basati su parassiti interi attenuati. Il team svizzero ha isolato una serie di anticorpi monoclonali da individui che sono risultati protetti da uno di questi vaccini sperimentali (vaccino Sanaria PfSPZ) e ha scoperto che gli anticorpi più efficaci riconoscono una porzione della proteina di superficie degli sporozoiti che non era stata inclusa nell’attuale vaccino RTS,S. Ulteriori test effettuati a Seattle hanno confermato che questi anticorpi sono molto potenti nel prevenire l’infezione da malaria. Questo studio ha quindi identificato una nuova regione della proteina di superficie del parassita, essenziale per indurre potenti anticorpi neutralizzanti e che può quindi essere sfruttata per produrre un vaccino di seconda generazione contro la malaria.

Secondo Antonio Lanzavecchia, Direttore dell’IRB e coordinatore dello studio, “un vaccino in grado di bloccare l’infezione sul nascere ha il potenziale di debellare la malaria. La scoperta di questi anticorpi suggerisce che questo obiettivo è ora a portata di mano. Questo è stato un lavoro di squadra avviato da un team svizzero con competenze nella biologia degli anticorpi e negli studi clinici. Il nostro obiettivo ora è produrre un vaccino in grado di indurre questi potenti anticorpi neutralizzanti”.

 
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