Malattia X, il virus che potrebbe decimare la popolazione mondiale

Malattia X: non è una malattia vera e propria ma l’ammissione che qualunque patogeno, anche sconosciuto, potrebbe rappresentare l’origine di un’epidemia mondiale. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, potrebbe rappresentare la prossima, grande pandemia che potrebbe decimare la popolazione mondiale.

Si tratta di un agente patogeno non ancora identificato che, secondo gli scienziati, potrebbe nascere da mutazioni biologiche, come tra l’altro è avvenuto con altre precedenti epidemie mortali di tipo globale come il virus dell’HIV o l’influenza spagnola. Questo patogeno potrebbe diffondersi molto velocemente in seguito ad un attacco terroristico oppure semplicemente per un banale incidente di laboratorio.

Nel primo caso potrebbe trattarsi di una immissione volontaria del patogeno nell’aria oppure nell’acqua pubblica con propositi di stampo terroristico oppure come arma da parte di uno Stato contro un altro, una minaccia che assomiglia tantissimo alle già tanto chiacchierate armi chimiche. Le forze computazionali dei computer moderni, infatti, permettono un più facile editing genetico, una cosa che renderebbe lo sviluppo di un’arma biologica come questa più facile per eventuali terroristi, in particolare quelli con capacità economiche tali da poter assumere o mettere sotto controllo esperti di questa materia.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha inserito la Malattia X nell’elenco delle nove malattie che potrebbero causare un’epidemia mondiale, potrebbe trattarsi di “una grave epidemia internazionale causata da un agente patogeno attualmente sconosciuto”.
La malattia è stata inserita nella “List of Blueprint priority diseases”, insieme ad altre più note come la MERS o la febbre di Marburg, causata dall’omonimo virus.

Secondo la consulente dell’OMS Marion Koopmans i contatti tra umani e animali stanno aumentando sempre di più a causa della globalizzazione e ciò rende non solo più probabile l’emergere di nuove malattie di tipo pandemico ma anche un diffondersi delle stesse più veloce a causa dei viaggi e del commercio che si sono sviluppati oggi.

È la prima volta che il comitato dell’OMS, che è composto da esperti virologi e batteriologi, inserisce nella lista delle potenziali pandemie un virus/patogeno sostanzialmente sconosciuto di cui però si conosce la potenziale minaccia globale. Inserendolo nell’elenco, questo rischio, sebbene non relativo ad un patogeno già identificato, diventa molto più reale e probabilmente spingerà i governi di tutto il mondo a prendere seriamente in considerazione eventuali tattiche di ripiego o di contrasto a seguito dei primi sintomi o della prima propagazione del virus.

L’inclusione della Malattia X nella List of Blueprint priority diseases del 2018 insieme ad altri virus come Ebola, Zika, Mers o Marburg, per lOms non ha l’obiettivo di spaventare le persone, ma di stimolare i funzionari della sanità pubblica ad essere preparati su tutti i tipi di minacce, non solo quelle prevedibili. Nella maggior parte dei casi le epidemie si diffondono senza prima essere annunciate, come avvenuto per Zika in Sud America e nei Caraibi nel 2015-2016. Ma è la terza volta che l’agenzia dell’Onu per la salute ha convocato il comitato di esperti su virus, batteri e malattie infettive per valutare potenziali epidemie.

Una possibile fonte della Malattia X, inoltre, potrebbe essere la sua diffusione intenzionale come arma da parte di uno stato canaglia – in primis Corea del Nord o Siria, conosciuta per l’uso di armi chimiche – o da organizzazioni terroristiche come Isis o Al Qaeda. Anche perché le nuove capacità scientifiche tra cui l’editing genetico, specialmente se combinate con i supercomputer odierni, rendono più facile lo sviluppo di armi biologiche rispetto a quando Usa e Urss le hanno sperimentate ai tempi della Guerra Fredda.

 
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