Medici del Moorfields Eye Hospital ridanno la vista a due pazienti grazie alle staminali

Cellule staminali ridanno la vista a due pazienti affetti da degenerazione maculare senile, la più comune forma di cecità, dovuta all’età che avanza. Ad applicare la nuova tecnica i medici del Moorfields Eye Hospital di Londra: si tratta di cellule staminali ottenute da embrioni umani che sono state fatte crescere su un tessuto, che è stato poi inserito nel retro dell’occhio dei malati. Ora i pazienti possono leggere il loro giornale o guardare un film alla televisione.

La degenerazione maculare rappresenta quasi il 50% di tutti i deficit visivi nel mondo sviluppato e di solito colpisce le persone di età superiore ai 50 anni. L’AMD influenza la visione centrale (di lettura) lasciando la normale visione circostante. L’AMD umida è generalmente causata da vasi sanguigni anormali che perdono liquido o sangue nella regione della macula al centro della retina e quasi sempre inizia come AMD secca. I ricercatori sperano che la nuova procedura aiuterà anche in futuro a curare AMD secca.

Lo studio ha esaminato se le cellule malate nella parte posteriore dell’occhio interessato dei pazienti potrebbero essere reintegrate utilizzando il cerotto delle cellule staminali. Uno strumento chirurgico appositamente progettato è stato utilizzato per inserire il cerotto sotto la retina nell’occhio interessato di ciascun paziente in un’operazione che durava da una a due ore.

Oltre a Waters, una donna di 60 anni suoi che soffriva pure lei di una grave forma di AMD umida e visione in declino aveva ricevuto la stessa procedura. Lei e Waters sono stati monitorati per 12 mesi e hanno riportato miglioramenti nella visione. Sono passati dal non essere in grado di leggere affatto – anche con gli occhiali – alla lettura da 60 a 80 parole al minuto con normali occhiali da lettura.

L’ esperimento, pubblicato su ‘Nature Biotechnology’, si basa appunto sull’uso di staminali embrionali, cellule che sono in grado di diventare qualsiasi tipo di cellula del corpo umano. Sono state convertite in cellule dell’epitelio pigmentato della retina e ‘incorporate’ in una sorta di impalcatura per tenerle in posizione. Un ‘patch’ composto da uno strato di cellule, spesso circa 40 micron, lungo 6 mm e largo 4 mm.

Nel corso dell’operazione, della durata di circa due ore, il tessuto è stato posto sotto le aste e i coni della retina, nella parte posteriore dell’occhio. Il chirurgo Lyndon da Cruz, spiega alla Bbc on line: “Abbiamo ripristinato la visione di due pazienti, nei quali è stato operato un solo occhio. E’ un sistema incredibilmente eccitante: quando si invecchia, alcune parti del corpo smettono di funzionare e per la prima volta siamo riusciti a prendere una cellula e a trasformarla in una parte specifica dell’occhio, quella che sta perdendo ‘colpi’, ottenendo il ritorno della visione”.

Ciò nonostante, l’esperto specifica che non si tratta ancora di una vera e propria ‘cura’, poiché la vista non è tornata in modo definitiva: finora i pazienti hanno ottenuto una visione migliore nell’occhio trattato per la durata di un anno. Sono passati dal non essere in grado di leggere con l’occhio malato, a leggere da 60 a 80 parole al minuto. Altri otto pazienti prenderanno parte a questa sperimentazione clinica, che dovrà anche appurare se le cellule trapiantate possano in qualche modo nuocere, ad esempio diventare cancerose, sebbene finora non ci siano stati segni in questo senso.

 
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