Salsicce contaminate da listeriosi: 180 persone morte in Sud Africa

È allarme in Sud Africa per la più grande epidemia di listeriosi mai verificatisi nella storia del paese e di tutto il mondo, causata da salsicce contaminate e ora ritirate dal mercato. Finora mille persone sono state coinvolte, tra cui molti bambini, e 180 sono morte.

Il focolaio di listeriosi è collegato ad una salsiccia conservata prodotta dalla più grande azienda alimentare del paese. Lo ha detto ieri il Ministro della Salute di Johannesburg, Aaron Motsoaledi, che ha annunciato il ritiro dai negozi del prodotto, denominato “Polony”, confezionato e distribuito da Tiger Brands e Rcl Foods, e al tempo stesso ha raccomandato ai cittadini “di evitare tutte le carni lavorate che vengono vendute come ‘pronte al consumo’”, le quali potrebbero essere contaminate dalla vicinanza con questo prodotto.

Il Ministro ha aggiunto che ora “si può concludere scientificamente che l’origine di questa epidemia sia nello stabilimento che si trova nella località di Polokwane”, le aziende coinvolte hanno annunciato la loro collaborazione con le autorità e il ritiro del prodotto dal mercato. La listeriosi, che provoca sintomi simili all’influenza, con nausea, diarrea, infezioni del sangue e al cervello, ha causato 180 decessi e 948 casi segnalati dall’inizio dello scorso anno. La malattia infettiva presenta un rischio maggiore per i neonati, gli anziani, le donne incinte e tutte le persone con basse difese immunitarie.

La provincia più colpita è quella di Gauteng, che comprende le città di Johannesburg e Pretoria, il cuore politico ed economico del Sud Africa. Sono interessate tutte le categorie socio-economiche, tuttavia oltre il 40% dei casi sono bambini. Finora, le autorità sanitarie non sono state in grado di individuare il cibo responsabile. Il tempo di incubazione può richiedere otto settimane, il che complica la ricerca perché i pazienti ricordano con difficoltà ciò che hanno mangiato.

La quasi totalità delle listerias trovate nei pazienti provengono dallo stesso ceppo (la ST6). Questo supporta l’ipotesi che una singola fonte di contaminazione alimentare sia alla base dell’epidemia e dovrebbe trattarsi di un prodotto alimentare ampiamente utilizzato in tutto il Paese o diversi prodotti da un unico sito di produzione. Sno scattate quindi ispezioni che, al momento, si concentrano su cibi come le salsicce, salumi pre-tagliati, pollo affumicato, torte, che non sono riscaldati prima del consumo. Prodotti popolari in Sud Africa, e consumati da tutte le classi sociali.

Ora la paura si diffonde ai Paesi vicini: Namibia, Mozambico, Malawi, Botswana, Zambia e Zimbabwe hanno sospeso le importazioni di prodotti a base di carne provenienti dal Sudafrica.

 
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